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Con case chiuse di Salvini più gettito ma resta sfruttamento

Cos

Roma, 18 gen. (askanews) - E' una vecchia fissazione della Lega riaprire in Italia le case chiuse. Più volte negli anni, il Carroccio, dai banchi della maggioranza a quelli dell'opposizione, ha presentato qua e là qualche emendamento che mirava a reintrodurre le "case di prostituzione" abolite quasi sessant'anni fa con una legge del febbraio 1958 proposta dalla socialista Angelina Merlin. Ora che la campagna elettorale è conclamata, Matteo Salvini issa di nuovo la bandiera: regolamentare quelle che venivano chiamate case di tolleranza e tassare il lavoro delle prostitute.

Nell'ultimo rapporto sull'economia non osservata dell'Istat, si legge che i "servizi di prostituzione" realizzano un valore aggiunto pari a 3,6 miliardi di euro" (poco meno di un quarto dell'insieme delle attività illegali) e "consumi per circa 4 miliardi di euro". Tanto che la Lega prevedeva in alcune sue proposte generose stime di gettito aggiuntivo a favore dello Stato.

Peccato che la questione non riguardi un tema squisitamente economico e che si faccia sulla pelle delle donne trasfigurate in oggetti in vendita. Dell'esigenza di rivedere la legge Merlin a partire dalla constatazione di un fenomeno che non è stato sconfitto, tutt'altro, si continua a parlare. La cronaca racconta di case chiuse illegali che fioriscono nelle città italiane. In Italia è reato il favoreggiamento, l'induzione, lo sfruttamento, la prostituzione minorile. Mai si è però avuto il coraggio, per legge, di provare a sanzionare i clienti così da sottrarre, tra l'altro, alle organizzazioni criminali un'enorme fonte di guadagno.

In Italia le stime indicano una presenza di circa 100.000 persone che si prostituiscono sia sulle strade, che al chiuso. Di queste circa il 25% sono minorenni. Ma quanti sono i clienti? La stima, a seconda delle ricerche, oscilla tra 2,5 e 9 milioni, un bel bacino elettorale viene da dire.

Una risoluzione approvata dalla commissione Pari opportunità del Parlamento europeo indica come strada maestra quella che punisce i "clienti" perché "comporterebbe significativi progressi per la parità di genere nell'Unione europea". Nei Paesi che hanno legalizzato la prostituzione, come la Germania e i Paesi Bassi, si rileva nella motivazione della risoluzione, la criminalità non si è ridotta per stessa ammissione delle autorità pubbliche e l'Olanda è tra i primi paesi di destinazione della tratta di esseri umani. Nel 2003 il sindaco di Amsterdam ha riconosciuto essere "impossibile creare una zona sicura e controllabile che fosse preclusa agli abusi della criminalità organizzata".

"Io preferisco che anche questo lavoro sia organizzato, controllato sanitariamente controllato e tassato" ma "far l'amore fa bene e drogarsi no. Se mio figlio di 14 anni torna a casa e sento puzzo di spinello partono due schiaffoni...", ha detto Salvini replicando alle critiche. Niente schiaffoni invece se il giovanotto rientra a casa dopo aver pagato la sua ora di evasione senza farsi neanche una domanda sull'attività cui è costretto, nella maggior parte dei casi contro la propria volontà, un altro essere umano.