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"Con i nostri medici e avvocati organizziamo la resistenza". La sfida dei No Pass

·6 minuto per la lettura
Mattei, Schilirò, Freccero (Photo: Getty / HuffPost Italy)
Mattei, Schilirò, Freccero (Photo: Getty / HuffPost Italy)

“La dittatura del Super Green Pass non va paragonata al nazismo. Andiamo più indietro, a duemila anni fa: Gesù fu condannato a morire sulla croce perché ha avuto il coraggio di manifestare il proprio pensiero”. Dentro le parole pronunciate dal vicequestore di polizia Nunzia Alessandra Schilirò – sospesa dal servizio per aver rifiutato di vaccinarsi – c’è tutto il senso della kermesse inaugurale della Commissione Dupre, il think tank no-pass e no-vax nato ufficialmente stamattina a Torino, nella sede dell’International University College. A presenziare fisicamente – gli altri ospiti erano collegati streaming – c’erano il giurista Ugo Mattei, deus-ex-machina della Commissione, e Carlo Freccero, noto massmediologo, già direttore di Rai 2, in veste di ‘portavoce’ del think tank. “Non voglio mai più sentire, in una trasmissione televisiva, parole come ‘Lei stia zitto perché non è uno scienziato’ o cose del genere. Il lavoro della Commissione – ha annunciato Mattei – sarà informare i cittadini, contro i media asserviti alla propaganda mainstream, e mobilitare, online e sul territorio, il nostro movimento”. D’altronde, ce lo chiedevamo da tempo: quando nascerà, in Italia, un movimento politico dichiaratamente no-pass e no-vax? Oggi abbiamo avuto la risposta.

A promuoverlo sono decine di accademici provenienti da mezzo paese: fisici, biologi, immunologi. Filosofi come Massimo Cacciari e Giorgio Agamben. Comunicatori (Freccero) e giuristi (il ‘leader’ Ugo Mattei). Commissione Dupre, dicevamo: Dupre perché il loro moto è Dubbio e Precauzione. “Dobbiamo essere cauti nell’accettare la vaccinazione dei bambini”. Commissione non è chiaro perché. Una cosa è certa: il termine richiama la Commissione Trilaterale. Il think tank di base a New York che riunisce centinaia tra le più importanti personalità della politica, delle imprese, delle banche e del giornalismo a livello globale. Guidata dall’ex governatore della Bce Trichet, ne fanno parte anche alcuni italiani come la direttrice del Tg1 Monica Maggioni, il segretario del Pd Enrico Letta e l’ex capo dei servizi segreti Giampiero Massolo. Secondo i critici, il loro piano sarebbe quello di tirare le fila dell’ordine mondiale. Per farla breve: la Commissione Dupre nasce in contrapposizione al sistema di potere globale e alle big pharma. “Che fanno miliardi grazie a prima, seconda, terza, quarta dose e così via”.

Il luogo prescelto – la sansepolcro del movimento – è Torino, la città dove Mattei, ordinario di diritto civile presso la locale università, si è candidato a sindaco alle ultime amministrative. Con risultati non del tutto deludenti. Ha raggiunto il 2,3% delle preferenze, non lontano dalla soglia di sbarramento per entrare in consiglio comunale. Alle 9.00 l’evento ha inizio, trasmesso in diretta su Facebook. Poi gli organizzatori denunciano una presunta censura da parte dell’algoritmo di Zuckerberg. E allora emigrano su YouTube. Il canale prescelto è quello degli Studenti Contro Il Green Pass Torino. “Ma non chiamateci no-pass” ci tengono a sottolineare fin da subito. L’idea è quella di costruire un think tank – letteralmente un ‘serbatoio di pensiero’ – dove riunire tutte le personalità e i documenti che possano denunciare “la dittatura sanitaria in atto”. “I mesi a venire saranno una successione di colpi, di terremoti, di attentati alla nostra libertà. Se milioni di pecore spaurite ascolteranno e vedranno solo ciò che suona il pifferaio magico, allora finiremo tutti in schiavitù. È il momento di svegliarsi”. Sono le parole-monito pubblicate in bella vista, sul profilo ufficiale della Commissione. Pronunciate, “poco prima di morire” secondo i no-pass, da Giulietto Chiesa, scomparso nell’aprile 2020, in pieno lockdown.

Un’usanza – quella di prendere e strumentalizzare personaggi pubblici che non ci sono più – già diventata regola per la Dupre. All’incontro precedente, quando ancora si chiamavano Generazioni Future, lo scorso 10 novembre, Mattei aveva pensato di inaugurare i lavori con una domanda retorica: “Chissà cosa avrebbe pensato di questa situazione il mio maestro Stefano Rodotà”. Al giurista calabrese era anche intitolata la società Generazioni Future. Fino a quando la figlia, Maria Laura, non ha sbottato: “Non solo è una vigliaccata. Mio padre era un meridionale illuminista assai, si sarebbe stravaccinato, ascoltava cortesemente i pirla ma non li amava”.

Polemiche a parte, l’intento di Mattei, Cacciari, Freccero e compagnia, è quello di far tornare a ragionare gli italiani. “Siamo disabituati a riflettere, ma è molto importante ricominciare a farlo”. Come anticipato, non è solo un problema di green pass. Il tema è il capitalismo globale. Il bersaglio è l’amazonizzazione della società, “della quale il green pass non è causa diretta ma ha contribuito a farla esplodere”.

E così va in onda, nell’arco della mattinata, una sequenza di interventi scientifici. Fisici, chimici, biologi, immunologi provenienti da vari atenei. Più che critiche al green pass, spiccano opinioni scettiche sull’efficacia del vaccino. Come se non fosse ancora chiaro che i sieri in circolazione non siano al 100% efficaci contro il coronavirus.

C’è qualche spettatore no-vax che resta addirittura deluso. “Criticate i giornalisti, bravi. Ma avete scoperto l’acqua calda” si legge tra i commenti postati in diretta dalla pagina YouTube. Il ginecologo francese Hubert Debiolles, ‘costretto’ a lasciare il suo paese e a lavorare in Polinesia a causa dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario, afferma tranquillamente che ci sono dati pubblicati da autorevoli riviste internazionali che dimostrano come il vaccino non faccia altro che aumentare il numero di casi positivi nei paesi dove è più diffuso. “Il coronavirus è di origine animale. Dobbiamo affrontare questi temi con i veterinari. Sono loro i massimi esperti in materia”. E giù con i commenti no-vax: “Bravo. Ora gli italiani, zitti e buoni, si sono fatti vaccinare. Ma quando costringeranno anche cani e gatti allora sì che ci saranno delle rivolte!”. E via così.

Da mezzogiorno in poi arrivano i big. Da convegno accademico, l’evento si trasforma in vero e proprio manifesto politico dei no-pass. Prima è il turno del vicequestore Schilirò, collegata da casa sua dove – presume chi scrive – si trova per passare la quarantena, dato che qualche giorno fa è risultata positiva al Covid. La paladina no-pass e no-vax di mezza Italia interviene qualche minuto. Giusto il tempo di paragonare la sua lotta a quella di Gesù in persona. Poi, il gran finale prima di pranzo: Mattei e Freccero insieme per lanciare ufficialmente il progetto. “Dubbio e Precauzione è lontana dalla propaganda dominante e vuole far tornare l’Italia nella condizione di agibilità democratica” sottolinea Mattei. “Le prime battaglie? Divulgheremo documenti scientifici sulla farmacovigilanza, perché tutti hanno diritto a conoscere gli effetti dei farmaci che ci vengono somministrati. E poi la lotta alla vaccinazione sui bambini”.

Per Freccero non si tratta solo di documentazione: “La Commissione metterà in evidenza le realtà politiche a noi vicine oggi esistenti sul territorio. Ci sarà una mappa di medici che possono curare. Avvocati che possono difenderci. Di persone punite, estromesse dal lavoro. Diremo a tutti quelli che la pensano come noi dove si trovano i luoghi della resistenza nel nostro paese”. E ancora: “Saremo pronti ad agire quando le condizioni non saranno più pienamente democratiche. Teniamo alta la guardia”. Insomma, ci siamo capiti. Oggi, a Torino, è andato in scena il predellino di no-pass e no-vax di tutta Italia. Ma non è stato un grandissimo successo. Sul canale YouTube la diretta non ha mai superato le 2500 presenze. Chissà? Sarà che oggi è festa.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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