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Con termodinamico costi elettricità giù del 30-40%

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Un taglio del 32% dei costi di installazione delle centrali solari termodinamiche e del 40% quelli di produzione dell’energia elettrica. E' quello che promette il progetto Horizon 2020 Scarabeus la cui regia è stata affidata all'italiano Giampaolo Manzolini del Politecnico di Milano. Secondo i ricercatori il risparmio di risorse si tradurrebbe anche nell’abbattimento del costo finale dell’energia elettrica arrivando potenzialmente a 96euro per Mwh, ovvero un taglio del 30%. "Sarà così colmato il divario tra il termodinamico e le altre tecnologie rinnovabili" sottolinea l'ateneo meneghino.  

Scarabeus durerà 48 mesi, il progetto è di fatto iniziato ad aprile scorso e terminerà nel marzo 2023. Al progetto europeo partecipano l'Università spagnola di Siviglia, l'inglese University of London, la Vienna University of Technology e l'Università italiana di Brescia. Nel progetto sono inoltre presenti anche realtà industriali come l'italiana Exergy, la francese Kelvion, la spagnola Abengoa e la svizzera Quantis. Il progetto è finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione europea nell'ambito della convenzione di finanziamento n. 814985.  

Il Politecnico di Milano spiega che, tecnicamente, questa efficienza del termodinamico sarà raggiunta attraverso "lo sviluppo di un innovativo ciclo di conversione dell’energia termica in energia elettrica dove l’acqua è sostituita con miscele di CO2". I ricercatori coinvolti nello studio sottolineano che "l'aggiunta di piccole quantità di elementi selezionati a CO2 pura - ovvero composti inorganici e fluorocarburi - nota come miscelazione di CO2, consentirà di migliorare l’efficienza del ciclo di potenza riducendone contemporaneamente le dimensioni e, appunto, i costi".  

Oltre alla validazione teorica del concetto, nel progetto Scarabeus verranno caratterizzate le proprietà termo-fisiche delle miscele di CO2 analizzate e verrà dimostrata la loro stabilità termica in tipiche condizioni operative per 2.000 ore. Il Politecnico di Milano evidenzia inoltre che "i componenti necessari per il nuovo fluido di lavoro, come ad esempio gli scambiatori di calore, saranno testati in condizioni Csp tipiche per 300 ore in un ciclo di prova di 300 kWth, valutando anche la compatibilità dei materiali e potenziali problemi relativi ai materiali. Infine, saranno sviluppati progetti di turbomacchine per centrali elettriche di grandi dimensioni".