Concorso scuola 2012: i requisiti per accedere e le prove per la selezione

Secondo il MIUR saranno circa in 160.000 a contendersi le 11.542 cattedre oggetto del "concorsone" della scuola, il primo da 13 anni. La pubblicazione del bando è prevista per martedì 25 settembre e chi supererà le prove entrerà in ruolo negli anni scolastici 2013-2014 (7.351 docenti) e 2014-2015 (4.191 docenti). "Tutto sarà fatto come si fanno le cose in un Paese normale" ha dichiarato il ministro Profumo, come se in un paese effettivamente normale ci dovesse essere il bisogno di specificare questa cosa. Ha poi aggiunto: "mi prendo tutte le responsabilità. Da parte mia ci sarà una grande attenzione alla preselezione, a come verranno costruiti e progettati i test. Ci vogliono modalità diverse dal passato".

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Vediamo quindi come saranno questi test, secondo le anticipazioni date dal ministro stesso alla Camera.
Innanzitutto potranno accedere tutti coloro che hanno un'abilitazione all'insegnamento in Italia. Ad essi si aggiungono: per la scuola primaria e dell'infanzia, i laureati in Scienze della Formazione e i diplomati entro l'anno scolastico 2001/2002 che nel 2000 non hanno partecipato all'ultimo concorso e per le scuole secondarie di primo e secondo grado i laureati del vecchio ordinamento conseguito entro il 2001/2002 per i corsi quadriennali, 2002/2003 per quelli quinquennali e 2003/2004 per quelli di sei anni.
Per tutti i candidati, a dicembre si svolgerà la prova di preselezione: 50 domande a risposta multipla in 50 minuti, di cui 18 di logica, 18 sulla comprensione del testo, 7 per la parte informatica e 7 sulla lingua straniera (che per la scuola elementare sarà solo l'inglese). Le domande avranno carattere generale e non terranno conto delle materie specifiche oggetto dell'insegnamento dei candidati. Il test si svolgerà al computer, in postazioni che verranno allestite presso scuole e università e in più tornate, con la possibilità per il candidato di conoscere immediatamente il punteggio raggiunto (che dovrà essere almeno di 35 su 50 per poter accedere alle prove successive). Ogni risposta corretta darà un punto, se sbagliata avrà valore negativo di -1, mentre ad ogni domanda lasciata senza risposta il valore attribuito sarà zero. Ogni candidato avrà domande diverse, sorteggiate da un database di 3.500 quiz e potrà esercitarsi in vista della prova su un "esercitatore" che sarà poi lo stesso strumento informatico che verrà utilizzato per il test vero e proprio.

Chi supererà questa preselezione potrà quindi accedere alla prova scritta (prevista per gennaio 2013), che consisterà in una "prova semi strutturata con griglia nazionale di valutazione composta da una serie di quesiti a risposta aperta finalizzata a valutare la padronanza delle discipline, anche attraverso gli opportuni riferimenti interdisciplinari". Per i candidati all'insegnamento nella scuola primaria, comprenderà anche un test di inglese, mentre per coloro che si presentano per discipline scientifiche e tecnico-pratiche che prevedono anche attività di laboratorio sarà approntata anche una prova in questo senso. Questa prova scritta varrà in totale 40 punti (30 per lo scritto e 10 per il laboratorio, per le materie che lo prevedono) e sarà considerata superata con almeno 28.

Ultimo step del concorso sarà quindi la prova orale, prevista tra marzo e giugno 2013, in modo da assegnare i posti entro il 31 agosto 2013. Oggetto della prova saranno naturalmente le discipline di insegnamento della classe di concorso scelta dal candidato e consisterà nella simulazione di una lezione di massimo 30 minuti su un argomento estratto dal candidato 24 ore prima, seguita da un colloquio (anch'esso di massimo 30 minuti) in cui verranno discussi i contenuti, le scelte didattiche e le metodologie utilizzate per la lezione appena simulata. Anche in questo caso, per i candidati alla scuola primaria verrà valutata anche la padronanza della lingua inglese. Come per la prova scritta, il punteggio assegnato sarà di 40 punti, con un minimo di 28 perché il test venga considerato superato.
Per i partecipanti che ancora non hanno conseguito l'abilitazione all'insegnamento, la brutta sorpresa è che la otterranno solo coloro che rientreranno nei posti effettivamente messi a concorso e non tutti coloro che supereranno le prove.

Intanto, sono già sul piede di guerra i precari della scuola, che hanno indetto scioperi e manifestazioni per il 21 e il 22 settembre con la richiesta di ritirare il concorso. Le loro critiche si concentrano su diversi aspetti della questione, dal tipo di prove che i candidati dovranno affrontare (in particolare la preselezione con i test di logica e comprensione del testo, che mortifica la professionalità dei docenti) al fatto che il concorso faccia piazza pulita di tutte le esperienze, i meriti e i riconoscimenti ottenuti da chi in questi anni ha acquisito sul campo il mestiere, insegnando veramente nelle classi. "Il governo" dichiara la Flc-Cgil "trincerandosi dietro i richiami al merito e ai giovani, vuole bandire un concorso nella scuola dimenticando il merito e i diritti di quanti finora hanno vinto concorsi, superato selezioni e si sono formati dentro e fuori dalle aule scolastiche".

Ministro Profumo: un pc per classe, ma per ora solo ai prof Roma, (TMNews) - "E' importante un pc per ogni classe perchè così avviamo questo processo in tutta la scuola italiana per poter semplificare, dematerializzare e soprattuto creare un ambiente in cui crescono i nostri ragazzi che quando in futuro andranno a lavorare troveranno degli ambienti in cui ci sarà una forma molto pervasiva di nuove tecnologie". Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, spiega così l'idea di poter dotare ciascuna classe di un computer. A margine della festa nazionale della Giovane Italia 'Atreju 2012', il ministro ha illustrato i termini dell'iniziativa: "Il pc per classe è quello per il docente, per poter avviare il processo sulle pratiche amministrative di semplificazione. In parallelo ci sono tutti gli investimenti che vengono fatti anche per gli studenti". Un investimento massiccio, dunque, del ministero in ambito tecnologico: "C'è stato un investimento molto importante negli anni passati, quest'anno è di 24 milioni. Negli anni prossimi rinvestiremo tutte le risorse che deriveranno dai risparmi dovute alla semplificazione, che ad oggi quelli diretti sono stimati in circa 30 milioni all'anno".