Concorso nella scuola 2012, test preselettivi al via e qualche polemica

Molti gli aspiranti alle cattedre messe in palio da Profumo: ma non tutti gradiscono la qualità della prova

Il concorso per la scuola è partito, dopo le polemiche dei sindacati, negli scorsi mesi, e le grandi attese degli aspiranti insegnanti. E, almeno secondo il Ministero dell'Istruzione, con successo, organizzativo almeno: di 86.723 candidati attesi per le prime due sessioni del test preselettivo, i partecipanti sono stati 69.037, il 79,7% di quelli previsti, con un primo bilancio che vede 23.285 persone, il 33,7%, superare la prova.

A fine giornata, dopo la quarta sessione, il numero dei partecipanti aveva superato la soglia dei 100mila presenti, mentre la quota degli ammessi si attestava al di sopra del 30%. Come rivelano gli stessi dati del Miur, al quarto turno - iniziato alle ore 17.30 - hanno partecipato 31.931 candidati e sono stati 10.674 a superare la prova. Complessivamente, dichiara quindi il Ministero, nella prima giornata di test preselettivi, “i partecipanti sono stati 136.289 e gli ammessi 45.787, per una percentuale del 33,6%. Mentre il numero dei candidati previsti era di 172.248”.

Ricordiamo che le cattedre messe a concorso sono 11.542 e che, per chi supera la prova selettiva, si apre poi una seconda fase: il calendario degli scritti sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio. Per chi supererà la prova scritta, con quesiti a risposta aperta (più attività di laboratorio per le discipline scientifiche e prove di inglese per la scuola primaria), accesso agli orali, con colloquio di 30 minuti e una lezione simulata. Per il superamento della preselezione, invece, che si svolge nelle 2.520  aule informatiche predisposte dal Ministero dell'Istruzione e che chiede ai candidati di rispondere a 50 quesiti in 50 minuti, è necessario conseguire un punteggio non inferiore a 35/50.

Ogni prova è diversa, con quiz estratti da un database di 3.500 domande. Sono previste 18 domande di logica e 18 di comprensione del testo, 7 domande su competenze digitali, 7 domande sulla lingua straniera. L’ultima prova della prima tornata si svolge alle 17:30. Chi spicca? Tra le Regioni, la Toscana, il Piemonte, la Liguria e la Lombardia si confermano quelle nelle quali i candidati ammessi hanno superato la quota del 40%.

Ma non mancano le polemiche per le domande, e per l’attitudine complessiva del concorso. C’è chi si lamenta perché si chiede la conoscenza di parole come "carter" e "martingala", forse non proprio attinenti all’ambito scolastico; chi segnala troppe domande di logica e informatica rispetto a quelle di comprensione del testo, trasformando il concorso in una prova degna di una lotteria, priva di valore selettivo e troppo sbilanciata sulle tempistiche che sul desiderio di sondare le attitudini dei docenti.

Chiariamo anche il significato di carter e martingala per i lettori: il primo attiene alla meccanica, essendo un involucro rigido che applicato ai macchinari racchiude i sistemi meccanici in movimento. E martingala? Una cintura, posta con ambedue i terminali sul dorso del cappotto, anche se non è certo l’unico significato possibile della parola. Altri esempi di termini poco conosciuti richiesti nel test? Il "godet", un taglio a campana per le gonne.

Polemiche anche per le domande troppo semplici: a quale ambito appartiene la parola "schizofrenia"? Quale delle quattro soluzioni proposte non ha valenza di “cattedra”? Il termine "cucina" non ha valenza di apparecchio con fornelli, gastronomia, preparazione di un composto o stanza dove si cucina? E la "pianta" cosa non è, la parte del piede rivolta a terra, un vegetale, una rappresentazione grafica, un utensile da cucina? Per diventare titolari di cattedra insomma bisogna saper provvedere a qualsiasi domanda, da quelle buone per un reality dal titolo “ Sei più bravo di un ragazzino di quinta?” a quelle su cosa sia un "top level domain" di un indirizzo Internet o l’"home banking" o "LPT1", termine tecnico che si riferisce alla porta parallela di un pc.

E’ pur vero che i quesiti sono estratti da una banca dati pubblicata sul sito del Miur il 23 novembre e sulla quale gli ammessi alla prova hanno avuto la possibilità di esercitarsi. Lo avrebbero fatto in 300.387, con 8.481.184 di moduli scaricati per le esercitazioni. La strutturazione del test è comunque volta a fare selezione, almeno sul numero, demandando, poi, si spera, alle successive prove il doveroso bisogno di definire le competenze, le capacità, il bagaglio esperienziale di chi magari siede già in aula da anni. Dulcis in fundo, i dati contrastanti sulle spese di organizzazione che per il Ministero si aggirano però intorno ai 960mila euro.

Il ministero nel complesso è soddisfatto e parla di una prima giornata in cui tutto si è svolto in maniera regolare, “senza problemi tecnici e logistici, facendo registrare, nonostante la mole e i numeri di questa complessa procedura di reclutamento, un esito assolutamente positivo degli strumenti digitali attraverso cui si è svolta la prova”. Il ministro Profumo promuove l’amministrazione pubblica che, a parer suo, se “viene adeguatamente motivata e responsabilizzata” sa fornire una risposta “eccezionale e positiva in termini di professionalità e innovazione”, rivelandosi una importante risorsa per il Paese.

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