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Condono edilizio, ancora 5 mln di pratiche da smaltire

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Roma, 13 feb. (askanews) - Silvio Berlusconi assicura di non essere favorevole a un nuovo condono edilizio. Dal palco della Confcommercio il leader di Forza Italia (che ha firmato i condoni del 1994 e del 2003) precisa che è giusto abbattere le costruzioni che non rispettano le norme edilizie, con l'attenzione che se in una casa abusiva vive una famiglia, prima la devi sistemare da un altra parte e solo dopo abbattere la costruzione.

Negli ultimi giorni tuttavia le parole di Berlusconi avevano sollevato una polemica in tema di condono edilizio. Una pratica che ha caratterizzato il paese negli ultimi 30 anni. Il primo condono tombale risale al 1985 (governo Craxi) seguito poi nel 1994 e 2003 (governi Berlusconi) e secondo alcuni studi sono ancora oltre 5 milioni le pratiche di condono da smaltire su un totale di 15,6 milioni presentate.

I condoni hanno portato nelle casse di Stato e Comuni un gettito di quasi 16 miliardi di euro, ma secondo uno studio della Sogeea le pratiche ancora da evadere comportano mancate entrate per 21,7 miliardi di euro tra oblazioni, oneri concessori, diritti di segreteria e sanzioni da danno ambientale.

Oltre ai tre condoni, negli ultimi 20 anni si registrano decine di decreti con riferimenti e/o richiami a norme sul condono edilizio. Nessun decreto viene convertito in legge.

I condoni tuttavia non ha hanno azzerato la pratica dell'abusivismo edilizio. Il Cresme ha rilevato che il tasso di costruzioni abusive è soltanto sceso dai picchi fino all'inizio degli anni '80, quando quasi un terzo delle abitazioni realizzate era abusivo. Negli anni '90 scendono i numeri assoluti ma non le percentuali (nel 1994 83mila case abusive su 281mila costruite). Nel 2010, ultimo tentativo di condono edilizio con il Milleproroghe, sono state calcolate 27mila costruzioni abusive su 229mila, quasi il 12%, stabile l'anno successivo (26mila su 213mila).