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Confagri Piemonte: gelate e siccità condizionano annata agraria

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 9 nov. (askanews) - Produzioni in calo e prezzi in aumento per i cereali e le oleaginose; significative perdite di raccolti anche per prati, erbai, medicai e ortofrutta. Eccellente la vendemmia. Redditività sempre più scarsa per gli allevamenti zootecnici e quasi azzerata la produzione di miele. E' il bilancio dell'annata agraria del Piemonte, fatto dal presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, dal presidente di Confagricoltura Alessandria Luca Brondelli di Brondello e dal direttore Cristina Bagnasco.

Un inverno mite, una primavera piovosa con temperature fortemente altalenanti e una serie di gelate tardive, associati a un'estate calda e particolarmente asciutta, seguita da un autunno nuovamente mite: questo l'andamento climatico che ha segnato l'annata agraria 2020-2021, caratterizzata da una grave e perdurante siccità, che ha interessato soprattutto il Piemonte meridionale.

Le coltivazioni erbacee, frumento e mais in particolare, ma anche prati, medicai ed erbai annuali hanno patito la carenza idrica riducendo in modo significativo le produzioni, mentre le coltivazioni legnose, frutteti e vigneti in particolare hanno retto meglio, limitando il quantitativo dei raccolti, che si sono però rivelati di buona qualità.

La campagna del grano tenero si è chiusa con un calo produttivo di circa il 10%, mentre la riduzione di raccolto per l'orzo è stata più contenuta. Anche il mais risentito dell'andamento stagionale, con un calo produttivo del 30-40% e localmente con un azzeramento della produzione a causa di grandinate, piogge violente e forte siccità in alcune aree della regione.

Appare in leggero calo, anche se per avere un quadro preciso occorrerà ancora qualche settimana, la produzione risicola, con qualità di buon livello. Sostanzialmente stabile la produzione di oleaginose, quali soia, girasole e pisello proteico. Il vigneto piemontese ha regalato la vendemmia di ottima qualità, anche se non abbondante, con un calo di produzione di circa il 10% rispetto all'anno scorso.

Le gelate del mese di aprile e l'estate con un periodo di forte caldo alternato da violenti temporali hanno danneggiato prima le fioriture e poi il raccolto dei frutteti: in forte calo la produzione di pere (-70%), di pesche (-50%), di susine e kiwi (-30%), di albicocche (-35%). Segnalati cali produttivi anche per quanto riguarda ciliegie (-20%) e mele (-12%). Produzioni ridotte, ma di ottima qualità, per le fragole e i piccoli frutti (ribes, lamponi, mirtilli). L'annata è stata favorevole per il castagno, che però sconta gli effetti economici di una scarsa domanda.

Il meteo ha condizionato anche le coltivazioni orticole in pieno campo: soddisfacente invece l'andamento del mercato, con prezzi in sostanziale tenuta. La prolungata siccità e il clima torrido dei mesi estivi hanno provocato problemi di produzione per prati, erbai e medicali, con perdite di raccolto del 30- 40%. Sul fronte degli allevamenti zootecnici in generale si rileva un forte calo di redditività, dovuto all'aumento dei costi di produzione.

In pesante difficoltà gli allevamenti avicoli (produzione di polli da carne, tacchini e uova), forti consumatori di cereali e proteoleaginose. Si segnalano forti preoccupazioni per la pressione delle produzioni estere sul mercato dei bovini da carne, che continuano a scontare bassi prezzi all'origine. Continuano a permanere basse le quotazioni del latte alla stalla, con prezzi stazionari che penalizzano gli allevatori. Situazione pesante anche per i suini: dopo gli aumenti di prezzo degli animali vivi nel periodo tra aprile e agosto, nei mesi di settembre e ottobre si è registrata una significativa riduzione dei prezzi e attualmente, per quanto riguarda i suini da macello più pregiati (quelli di peso tra i 160 e i 176 kg) il prezzo è inferiore dell'1,13% rispetto all'anno scorso.

Andamento particolarmente sfavorevole per l'apicoltura: le numerose avversità meteorologiche hanno causato una forte riduzione, quando non addirittura l'azzeramento, delle rese dei mieli primaverili più importanti e compromesso anche le produzioni estive.

Continua a ridursi il numero delle imprese agricole piemontesi. In base ai dati dell'Anagrafe Unica della Regione Piemonte le aziende agricole erano 70.780 nel 2005, 62.706 nel 2010, 42.150 l'anno scorso e 40.152 quest'anno. Il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, ha detto: "la Politica Agricola Comunitaria finora ha garantito ai cittadini cibo di qualità, salubre e in quantità. La nuova impostazione è a forte vocazione sociale: ci sarà un riequilibrio delle erogazioni a favore delle piccole imprese. Ciò che non occorre perdere di vista - ha aggiunto Giansanti - è il sostegno alla competitività delle imprese che per essere sostenibili devono assicurare un reddito adeguato agli agricoltori".

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