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Confcommercio Lombardia contro chiusure: non sono la soluzione

Lzp
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Milano, 3 nov. (askanews) - "Siamo molto preoccupati: le nuove, ulteriori restrizioni impatteranno in maniera devastante su interi comparti del terziario, sul commercio, sulla ristorazione, sulle attività del turismo della Lombardia. Regione che, ricordiamo, produce oltre il 20% del Pil nazionale". Così Confcommercio Lombardia in vista dell'approvazione delle nuove misure restrittive per l'emergenza Covid. Le chiusure potrebbero colpire quasi 60 mila imprese di commercio al dettaglio; a queste si aggiungono le attività già interessate dalle restrizioni, oltre 55 mila imprese della ristorazione, dell'alloggio, dei servizi. "Parliamo di uno scenario - sottolinea Confcommercio Lombardia - da vero disastro economico. "A preoccupare - prosegue la nota - è la mancanza di visione e coordinamento a livello centrale: restiamo convinti che le anticipazioni indiscriminate sui nuovi provvedimenti abbiano avuto e abbiano tuttora il solo effetto di generare, da una parte, rabbia e smarrimento tra gli imprenditori e dall'altra disorientamento e mancanza di fiducia tra i consumatori. Il risultato? Anche chi poteva restare aperto in queste settimane ha lavorato pochissimo". Secondo Confcommercio "nel contrasto alla pandemia sarebbe servita in primo luogo una programmazione efficace: potenziamento delle attività di tracciamento, della rete di assistenza sanitaria, dei trasporti pubblici. Questo non è stato fatto, mentre le chiusure delle attività avrebbero dovuto essere soltanto l'ultima istanza". "La mancanza di chiarezza - prosegue Confcommercio Lombardia - ha impattato fortemente su categorie che, benché abbiano investito molto per la sicurezza della propria attività e dei clienti sono state, per tutta risposta, spiazzate e confuse da uno stillicidio di provvedimenti in poco più di due settimane". "Tutti i settori colpiti - conclude Confcommercio Lombardia - hanno bisogno di interventi di sostegno immediati, ma i ristori previsti non sono sufficienti: bisogna prevedere un ulteriore sforzo economico e andare oltre a quello che è stato fatto, soprattutto nei territori colpiti dalle misure più restrittive. Gli imprenditori non sono rassegnati, ma hanno bisogno di traguardi e obiettivi. Il periodo che ci aspetta è cruciale, se non ci attrezziamo rischiamo di bruciare i consumi del Natale, e non possiamo permettercelo".