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Confindustria, Boccia cita Spagna e Francia come modelli per spread e crescita. Presenta proposta a governo

Laura Naka Antonelli

Il numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia prende come modelli di spread e di crescita rispettivamente la Spagna e la Francia. Così, nel discorso proferito in occasione dell'assemblea annuale.

"Se il rendimento dei titoli di Stato italiani si abbassasse al livello spagnolo (che oscilla a un valore inferiore di 150 punti base in meno) "già il prossimo anno si potrebbero risparmiare 5 miliardi di euro in spesa per interessi". Allo stesso tempo, se la crescita del Pil raggiungesse il livello francese "il debito pubblico scenderebbe automaticamente.

Tassi spagnoli e crescita francese sono obiettivi a portata di mano per la prossima manovra".

Boccia ha proposto al governo e alle opposizioni di lanciare "insieme un piano triennale, credibile e ambizioso allo stesso tempo, che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale. Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente".

Il numero uno di Confindustria ha proposto, per l'esattezza, un patto per la crescita, con governo e opposizione, che possa scongiurare il rischio di un autunno freddissimo per l'economia italiana.

"Oggi Confindustria propone al governo del Paese e alle opposizioni di collaborare tutti insieme per impostare una politica economica basata su realismo e pragmatismo, guidata dalla visione. Pragmatismo nelle scelte, non ideologiche, ma di buon senso e visione prospettica. Possiamo evitare un autunno freddissimo per la nostra economia se costruiamo un programma serrato che faccia radicalmente mutare la percezione sull'immobilità dell'Italia e che ci permetta di affrontare il confronto con i partner europei sul bilancio e sul debito da pari a pari, forti di un progetto credibile e concreto".

Un progetto che "sia un vero e proprio atto di generosità da dedicare ai ragazzi che vogliono e hanno diritto di vivere e lavorare in Italia per il futuro di tutti noi". Perchè "in una società complessa, nè governo, nè imprese sono autosufficienti. Da soli possiamo fare tanto, ma da soli non ce la faremo".