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Confindustria: con sblocco licenziamenti no emorragia lavoratori

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Image from askanews web site
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Roma, 31 mag. (askanews) - Con lo sblocco dei licenziamenti, a partire dal primo luglio per le grandi imprese, "non c'è da aspettarsi un'emorragia di lavoratori" ma "un aggiustamento fisiologico" visto che il mercato "è rimasto bloccato per più di un anno". Lo ha assicurato il direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti in audizione alla Camera sul Dl Sostegni bis.

"Abbiamo più volte ribadito - ha osservato Mariotti - la necessità che le soluzioni agli attuali problemi debbano essere individuate attraverso un costante confronto con le forze economico-sociali. Ciò presuppone chiarezza nei rapporti tra Governo e parti sociali, per evitare incertezze e gestire in maniera efficace le transizioni". Al contrario, la gestazione delle misure in tema di blocco dei licenziamenti "è stata incoerente rispetto a questo approccio. Solo dopo il Consiglio dei ministri, e anche per la decisa opposizione di Confindustria, è stato possibile evitare l'ulteriore, incondizionato protrarsi della situazione di congelamento legata al binomio Cassa Covid-blocco dei licenziamenti".

Il blocco, secondo Confindustria, "rappresenta un'eccezione nel panorama europeo che, ove protratta oltre la fase acuta dell'emergenza, può seriamente ostacolare i processi di riorganizzazione e riallocazione dei lavoratori tra imprese, con conseguenti effetti negativi sul mercato del lavoro e, quindi, sulle stesse assunzioni".

Il blocco "verrà tolto in una fase di espansione dell'economia, in cui le prospettive occupazionali sono buone", ha spiegato Mariotti. Con la sua eliminazione, ci sarà "un aggiustamento fisiologico, visto che il mercato è rimasto bloccato per più di un anno, ma non c'è da aspettarsi un'emorragia di lavoratori. Stupisce, al contrario, che da oltre un anno - ha aggiunto - il dibattito sia fossilizzato sul blocco, quando invece è urgente accelerare sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sul rilancio delle politiche attive per il lavoro, nonché sulla formazione professionale per rispondere alla domanda di nuove competenze - spesso non reperibili - per le quali le imprese sono pronte ad assumere".

Peraltro, secondo il direttore generale di Confindustria, "il clima di contrapposizione sul tema dei licenziamenti rischia di lasciare in ombra gli interventi positivi adottati per contrastare la crisi pandemica, compresi quelli contenuti nel provvedimento in esame".

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