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Confindustria: Coronavirus affonda Pil 2020, -6% ma rischi ribasso

Mlp

Roma, 31 mar. (askanews) - Il Coronavirus affonda il Pil italiano. Nel 2020 il prodotto interno lordo subirà un crollo del 6% portando l'Italia in profonda recessione. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria precisando che tale ipotesi è legata al superamento, nel mese di maggio, della fase acuta dell'emergenza sanitaria e ad una lenta normalizzazione dell'attività economica da metà aprile. Per il Csc nel caso in cui "la situazione sanitaria non evolvesse positivamente, le previsioni economiche andrebbero riviste al ribasso".

Il netto calo del Pil, superiore a quello del 2009, era del tutto inatteso ad inizio anno. La ripartenza nel secondo semestre sarà comunque frenata dalla debolezza della domanda di beni e servizi. Un parziale recupero, nelle stime del Csc, potrà avvenire nel 2021 con un Pil a +3,5%. I consumi delle famiglie, nella prima metà del 2020, risentiranno delle conseguenze dell'impossibilità di fare acquisti fuori casa, ad esclusione di prodotti alimentari e farmaceutici. Il totale della spesa privata crollerà del 6,8%. L'inflazione è attesa in calo allo 0,2% nel 2020. Nel 2021 salirà allo 0,6%.

Gli investimenti delle imprese saranno la componente del Pil più colpita nel 2020 (-10,6%). L'export dell'Italia non viene risparmiato dal calo generale dell'attività economica (-5,1% nel 2020).

Sul fronte del lavoro l'impatto delle misure di contenimento sarà pesante. Il tasso di disoccupazione risalirà quest'anno all'11,2% dal 9,9% del 2019. Nel 2021, secondo il Csc, tornerà invece a scendere attestandosi al 9,6%. L'occupazione totale, in termini di Ula, nel 2020, calerà del 2,5%.

Quanto ai conti pubblici, il deficit-Pil è stimato al 5% per il 2020 e al 3,2% per il 2021.