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Confindustria: crescita resta anemica, Pil ... -2-

Glv

Roma, 2 dic. (askanews) - "Non accelera la crescita italiana - sottolinea il centro studi di Confindustria - e restano i rischi, a fronte di timide schiarite in alcuni mercati". L'Eurozona in particolare è "in ulteriore frenata", mentre vanno meglio i mercati finanziari e gli scambi mondiali. Negli Stati Uniti ci sono "segnali di stabilità" e la Cina è "in altalena".

L'export italiano "procede a strappi" con un aumento "dell'1,2% in valore a settembre" ma segnando un calo nel terzo trimestre. Questo "è da imputare alle vendite intra-Ue (-1,3%). Quelle extra-Ue sono rimaste invariate e a ottobre sono balzate del 6,1% per consegne straordinarie di navi negli Usa. Ma le prospettive per fine anno sono negative, in base agli ordini esteri che a novembre sono sui minimi da oltre sei anni".

La fiducia delle famiglie "è diminuita nettamente a novembre, per il calo dei giudizi sull'economia. Ciò potrebbe portare a ulteriore risparmio precauzionale, frenando i consumi, cresciuti invece nel terzo trimestre (+0,4%). Inoltre, gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono caduti ed è in calo anche l'indicatore Icc, mentre le immatricolazioni di auto hanno recuperato in parte a ottobre".

Male anche gli investimenti. "Dopo l'attesa flessione nel terzo trimestre (-0,2%) - aggiunge il Csc - a novembre gli ordini interni dei produttori di beni strumentali hanno subito un'altra mini-erosione e la fiducia delle imprese manifatturiere è diminuita di poco, continuando a oscillare su valori modesti. Ciò preannuncia un moderato calo della spesa per beni strumentali anche nel quarto trimestre".