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Confindustria Energia, con elezioni percorso sicurezza energetica più difficile

(Adnkronos) - "Certamente senza una stabilità di Governo tutto è più difficile. Erano oramai quasi 6 mesi che il Governo lavorava a spron battuto per mettere in campo tutte le soluzioni per migliorare la sicurezza energetica: interrompere questo percorso è chiaro che è un problema, un dramma. Se dovesse cadere l'esecutivo e dovessimo andare ad elezioni in autunno, si aprirebbe un periodo di forte instabilità e tutto diventerebbe più complicato sotto questo profilo". Così Giuseppe Ricci, presidente di Confindustria Energia, commenta con l'Adnkronos, le difficoltà politiche in cui si dibatte il Paese.

A essere compromesso, soprattutto, per Confindustria energia, è quel ruolino di marcia messo a punto per rispondere alle emergenze più gravi, "assicurare che l'energia ci si sia, quindi la sicurezza energetica, e contenerne il costo", che assieme a tutti i ragionamenti di questi mesi, anche in sede Ue, "dal tetto al prezzo del gas, allo sfruttamento delle produzioni di gas nazionale, alla produzione di energia elettrica con combustibili alternativi, fino alla semplificazione autorizzativa per le rinnovabili", inevitabilmente subirebbero una pesante battuta d'arresto.

"Diciamo pure un grande problema", ammette Ricci che guarda "a un paese già complicato di suo" che "in assenza di un faro che ci guidi" vedrebbe moltiplicate all'infinito queste difficoltà. E non è questione di 'colore' di governo o di 'maggioranze diverse' spiega ancora, ma proprio di inceppare un meccanismo in corsa che sta maturando i frutti del lavoro fatto. “Davanti ad un'emergenza come questa non credo che qualunque altro governo potrebbe cambiare la direzione dei provvedimenti di breve termine a cui si stava lavorando. C'è poco da fare: dobbiamo avere gas a sufficienza per fare andare avanti le fabbriche e scaldare gli italiani. Il tema invece è quello della discontinuità, perché se si interrompe un percorso e delle procedure faticosamente costruite, ci vorrà tempo per riannodare i fili discorso".

Incrociamo le dita, dunque auspica ancora Ricci. Che torna subito ad avvertire: "In un momento di grande crisi dove dovremmo spingere al massimo per implementare certe misure con cui ridurre il rischio della mancanza di energia per il prossimo inverno o anche il prossimo anno, ogni perturbativa si trasforma in un ostacolo che potrebbe diventare insormontabile". Un solo esempio per spiegare l'impossibilità di bypassare "l'impatto" di uno slittamento politico delle decisioni imposto da eventuali elezioni: "Il problema è che ci vogliono tanti passi per concretizzare le cose. Se prendiamo ad esempio le procedure autorizzative per l'installazione di impianti di produzione energia rinnovabile, dove il governo sta per emettere le linee guida per le Regioni che poi avrebbero 180 giorni per recepirle", spiega.

"Come associazioni di Confindustria Energia - ricorda - stavamo dando una mano al governo su tanti temi, a cominciare dalla semplificazione autorizzativa per crescere di più sulle rinnovabili, le norme per poter massimizzare l’estrazione di gas nazionale, anche la possibilità di valorizzare meglio altre fonti di energia, tipo biomasse o anche solo i combustibili liquidi al posto del gas nella produzione di energia elettrica".

"Tutte cose che possono far diminuire la dipendenza dalla Russia, insieme ad altre attività che si stanno facendo: Snam per i rigassificatori per sfruttare le maggiori disponibilità di gas che riusciremo ad avere dai fornitori internazionali, la massimizzazione dell’utilizzo dei gasdotti che ci collegano con i paesi produttori, tantissime misure frutto di lavoro congiunto tra governo e operatori dell’energia che non deve essere vanificato", conclude Ricci.

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