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Confindustria, si costituisce la territoriale Alto Adriatico

Fdm

Pordenone, 21 feb. (askanews) - Primo Consiglio Generale oggi a Pordenone per Confindustria Alto Adriatico - la Territoriale nata dall'unione fra le imprese delle Associazioni di Confindustria Venezia Giulia e Unione Industriali Pordenone. L'incontro, svoltosi questa sera nella sede di piazzetta del Portello, giunge a valle di un percorso approvativo culminato a fine anno, come aveva avuto modo di anticipare il Presidente, Michelangelo Agrusti, nel "matrimonio tra la città della scienza e quella della manifattura". "Questa fusione - ha detto Agrusti nel suo speech, unico punto all'ordine del giorno - darà grandi frutti perché nato dalla tenace volontà di trovare coesione ed unità, ci sono diversi aspetti che ci legano dal punto di vista ideale ed oggettivo e delle compatibilità delle rispettive strutture industriali dei nostri territori". Il valore più grande prodotto dall'esperienza Unindustria si chiama Sistema Pordenone, costituito dell'idea portante per cui l'industria viene prima di Confindustria, vale a dire che le imprese sono al centro della nostra visione, non siamo semplicemente una associazione che eroga servizi ma qualcosa di più, siamo riusciti a permeare il territorio della nostra presenza, della nostra opinione, della nostra forza organizzativa. Grazie a una reputazione conquistata e riconosciuta - ha detto - oggi esprimiamo i vertici di diverse articolazioni del tessuto socioeconomico, fattispecie che ci ha consentito di mettere a terra, in tempi relativamente brevi, le idee che avevamo per rimodellare al meglio questo territorio. Vorrei che l'idea portante di questa unificazione rimanesse la stessa. Perché abbiamo la presunzione di voler essere totalmente al servizio delle imprese, dalla più piccola alla più grande; negli anni scorsi - ha spiegato il Presidente di Confindustria Alto Adriatico - abbiamo sostenuto gli imprenditori quando le aziende chiudevano, avuto i nostri caduti e, parimenti, creato condizioni di recupero. Tutto questo ci ha permesso di dare a Confindustria il senso della sua utilità in un'epoca in cui la crisi dei corpi intermedi riguarda anche noi. Un ultimo passaggio sulle eventuali ricadute della crisi in Cina, un fatto che per il Presidente di Confindustria AA si determina per la progressiva perdita da parte dell'Europa della sua indipendenza tecnologica e perché, ha detto, abbiamo delegato ad altri il compito di essere la fabbrica del mondo abbandonando intere filiere produttive. Dobbiamo recuperare il tempo perduto ma non sarà facile.