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Confindustria: stagnazione, mancano investimenti e credito -2-

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Roma, 13 gen. (askanews) - Per quanto riguarda l'occupazione, il Csc ricorda che è ripartita in autunno l'espansione dell'occupazione (+0,2% a ottobre-novembre sul 3 trimestre), trainata dalla componente dipendente, specie a tempo indeterminato. Gli occupati in aumento a ritmi più alti del Pil implicano un calo della produttività del lavoro (-1,3% da inizio 2018).

L'export cresce a fatica. In ottobre è cresciuto del 3,2%, terzo aumento consecutivo, sostenuto dalle vendite extra-UE (deboli però a novembre). Giappone e Svizzera i mercati più dinamici, male in Medio Oriente, Sud America, Cina. Deboli le prospettive: gli ordini esteri sono in lieve risalita a dicembre, dai minimi. Pesano i dazi USA sull'agro-alimentare e le incertezze globali, specie per l'automobilistico.

Dovrebbe proseguire una modesta espansione dei consumi: la fiducia delle famiglie ha recuperato in parte a dicembre, con opinioni più favorevoli sull'economia; sono risalite le immatricolazioni di auto (+2,6% nel 4 trimestre). Tuttavia, la spesa resta frenata da un risparmio elevato; gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono lievemente peggiorati negli ultimi mesi.

A gennaio il rendimento del BTP decennale rimane in media a 1,29%, poco sopra i minimi di ottobre. Quasi invariati i tassi anche negli altri paesi dell'Eurozona (Germania -0,25%). Perciò, lo spread dell'Italia è fermo a 154 punti base. Questi dati confermano che l'effetto degli acquisti BCE (24 miliardi di euro di bond pubblici a novembre-dicembre), è stato già scontato dai mercati.

Anche nell'area euro coesistono dinamiche settoriali opposte: all'acuirsi della fase recessiva nell'industria si contrappone, infatti, la resilienza dei servizi. Nell'industria, le aspettative per i primi mesi del 2020 restano improntate a pessimismo e l'eccesso di capacità produttiva rispetto alla debole domanda rischia di impattare negativamente sull'occupazione del settore. Al contrario nei servizi gli imprenditori si attendono un ulteriore incremento della domanda nei prossimi mesi.

(Segue)