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Confindustria: stagnazione, mancano investimenti e credito -3-

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Roma, 13 gen. (askanews) - Scarse ripercussioni dell'instabilità sulle Borse dei paesi avanzati, prosegue il Csc, che hanno continuato a salire a dicembre-gennaio, ma a ritmi minori: +4% il listino negli USA, proseguendo il trend di rialzo, che entra nel 12esimo anno. L'euro ha mostrato un marginale rafforzamento da dicembre (fino a 1,12 dollari, da 1,10): se questo trend dovesse proseguire, frenerebbe l'export dell'Eurozona.

La dinamica del commercio mondiale resta fiacca (+0,4% in ottobre). Secondo il PMI globale, gli ordini esteri manifatturieri sono in risalita ma restano in area di contrazione (49,2 a dicembre) e l'industria mondiale rimane appena sulla soglia della stabilità (50,1).

Anche la manifattura USA continua a dare segnali di cedimento: l'indice PMI a dicembre è sceso a 47,2. Tuttavia, l'economia resta in espansione, trainata dai servizi: dopo il buon 3 trimestre per il PIL, solo un lieve rallentamento è atteso nel 4. Segnali deboli vengono dalla fiducia dei consumatori, ma la disoccupazione è tornata ai minimi (3,5%). La dinamica dei prezzi resta sotto l'obiettivo FED (+1,6% annuo al netto di energia e alimentari), ma non sono in vista mosse sui tassi.

Negli ultimi mesi del 2019 la manifattura cinese ha continuato ad espandersi. Il miglioramento dell'outlook, così come si desume dai PMI, è imputabile specie alla più elevata fiducia degli imprenditori, dopo la conclusione con successo del primo round di negoziati commerciali con gli USA. L'espansione cinese si accompagna a quella della manifattura indiana, che accelera ancora, sospinta soprattutto dalla domanda interna, e di quella brasiliana, seppure ad un ritmo più basso a dicembre. La Russia resta fuori dal coro: unica nota positiva è che la contrazione dell'attività si smorza.