Italia Markets close in 2 hrs 44 mins

Consulenti del lavoro: 60mila nuovi posti con tirocinio formativo -2-

Vis

Roma, 13 lug. (askanews) - La dinamica della domanda di lavoro varia molto fra Nord e Sud del Paese. Inferiori alla media nazionale sono i tassi di inserimento occupazionale post tirocinio nelle regioni del Mezzogiorno. Nonostante ciò i risultati raggiunti dalla Fondazione Lavoro sono incoraggianti. Il Molise con il 47,5% fa registrare un tasso di inserimento inferiore di circa 13 punti percentuali rispetto alla media nazionale (60,2%) e di oltre 19 punti percentuali rispetto alla regione più virtuosa (la Toscana con il 66,9%). Difficoltà di inserimento occupazionale si registra anche nelle due isole maggiori, in Calabria e in Campania. Le regioni che, oltre alla Toscana, hanno percentuali di inserimento superiori al 65% sono il Veneto (66,2%), le Marche (65,8%) e l'Emilia Romagna (65,4%).

Osservando i tassi di inserimento occupazionali per provincia del tirocinio, spicca per efficacia occupazionale la provincia di Biella con un tasso di inserimento pari al 73,9%, seguita da Prato (72,4%), Savona (71,9%), Pesaro e Urbino (71,6%) e Siena (71,4%). Nelle regioni del Mezzogiorno, la minore domanda di lavoro alle dipendenze comporta tassi di inserimento minimi nella provincia di Isernia (25,7%), seguita da Vibo Valentia (41,1%) e Rieti (42,7%). Al di sotto di 10 punti percentuali rispetto alla media nazionale troviamo anche le province di Enna (47,8%), Crotone (48,3%), Messina (49,5%), Campobasso (49,9%) e Catanzaro (49,9%).

Il settore in cui si è svolto il tirocinio incide sulle opportunità occupazionali successive: in particolare hanno maggior successo i tirocini realizzati nel settore industriale (64%) e nel settore dell'istruzione e della sanità privata (62,2%), mentre quelli nel settore turistico (56,7%) e nei servizi sociali e personali (54,9%) hanno livelli di inserimento occupazionale inferiori alla media di oltre 4 punti percentuali.