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Consulta sull'ergastolo ostativo: no a scelta tragica tra libertà e fine pena mai

·Giornalista praticante
·1 minuto per la lettura
justice conceptual (Photo: AbuIrfanOutdoorgraphy via Getty Images)
justice conceptual (Photo: AbuIrfanOutdoorgraphy via Getty Images)

La Consulta - con l’ordinanza firmata dal giudice Nicolò Zanon - formalizza la sua richiesta al Parlamento di cambiare le attuali regole nei prossimi 12 mesi sull’orgastolo ostativo. E cioè di eliminare la collaborazione quale unico strumento per i detenuti mafiosi di accedere alla liberazione condizionale e lasciare alla discrezionalità legislativa del Parlamento decidere quali ulteriori scelte possono accompagnare questa eliminazione.

La collaborazione con la giustizia, si legge nel comunicato della corte, “certamente mantiene il proprio positivo valore, riconosciuto dalla legislazione premiale vigente e non è irragionevole presumere che l’ergastolano non collaborante mantenga vivi i legami con l’organizzazione criminale di appartenenza”. Tuttavia, l’incompatibilità con la Costituzione si manifesta nel carattere assoluto di questa presunzione poiché, allo stato, “la collaborazione con la giustizia è l’unica strada a disposizione dell’ergastolano ostativo per accedere al procedimento che potrebbe portarlo alla liberazione condizionale”, per la stessa Corte, “una scelta tragica”. “La collaborazione con la giustizia non necessariamente è sintomo di credibile ravvedimento, così come il suo contrario non può assurgere a insuperabile indice legale di mancato ravvedimento: la condotta di collaborazione ben può essere frutto di mere valutazioni utilitaristiche in vista dei vantaggi che la legge vi connette, e non anche segno di effettiva risocializzazione, così come, di converso, la scelta di non collaborare può esser determinata da ragioni che nulla hanno a che vedere con il mantenimento di legami con associazioni criminali”. Questo è quanto si legge nella motivazione dell’ordinanza n.97, redatta da Nicolò Zanon e depositata oggi.

Un intervento meramente “...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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