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Contagio all'aperto, reinfezione nei guariti, copertura dei vaccini. Il punto in vista delle riaperture (di S. Renda)

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
·1 minuto per la lettura
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

La data da cerchiare è quella del 26 aprile. Dal prossimo lunedì l’Italia comincerà lentamente a riaprire le porte alle attività che la pandemia ha bloccato. Tornano le zone gialle e quindi i cinema e i teatri, i pranzi e le cene ai ristoranti (purché non al chiuso). L’avvio è cauto, la ripartenza si lega a una serie di strategie e differenziazioni: tamponi, vaccini e anticorpi diventano il lasciapassare per muoversi più liberamente sul territorio. Le attività riaprono e aperte restano anche alcune domande: quanto siamo al sicuro? Chi può considerarsi più tranquillo di altri?

Una certificazione verde per gli spostamenti

Le regole non sono uguali per tutti, poiché il rischio infezione e trasmissione non è uguale per tutti. Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, “alle persone munite della ’certificazione verde’, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa” si legge nella nota del Cdm diramata da Palazzo Chigi. Il decreto varato dal Cdm infatti “prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette ‘certificazioni verdi Covid-19’, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore”.

Via libera agli incontri all’aperto: “Ma non c’è rischio zero”

I ristoranti riaprono, ma solo all’aperto. Questo anche perché diversi studi hanno evidenziato come il rischio contagio si verifichi nella quasi totalità dei ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.