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Conte all'Ikea per la cameretta del figlio: "Se i commessi son della Lega me la consegnano in ritardo"

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Conte Ikea
Conte Ikea

Con la riapertura della scuola si è parlato anche del figlio del premier Conte. Per lui il ritorno sui banchi di scuola è avvenuto lontano dal padre, che ha preferito “restare in disperate” ed evitare che i riflettori si concentrassero sul figlio Niccolò. Ed è proprio per il figlio che Giuseppe Conte si è recato all’Ikea, interessato all’acquisto di una cameretta. La sua battuta, tuttavia, non è passata inosservata.

Conte da Ikea: la battuta sui leghisti

“Buonasera, dovrei acquistare alcuni mobili per la camera di mio figlio. Così il premier Giuseppe Conte ha detto ai commessi dell’Ikea di piazza San Silvestro a Roma, dove il presidente del Consiglio si è recato intorno alle 19 di giovedì 17 settembre. Ha percorso 250 metri in auto con la scorta, interessato ad arredare la stanza da letto di Niccolò, il figlio quasi tredicenne che frequenta la scuola media Gioacchino Belli.

Elegante con giacca, cravatta e camicia, il suo volto nascosto da una mascherina blu scura non è passato inosservato. “Forza presidente” ha gridato una famiglia mentre progettava una cucina. Si è mostrato disponibile anche con i dipendenti dell’Ikea, con i quali ha scattato alcuni selfie.

Tuttavia, non è riuscito a trattenere il suo astio politico nei confronti dei leghisti. “A un certo punto, nonostante fosse tardi i commessi dovevano controllare la disponibilità di un articolo chiamando altri colleghi”, ha raccontato un cliente. “Mi raccomando non ditegli che è per Giuseppe Conte che magari son della Lega”, è stata la battuta lanciata dal premier Conte.