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Conte: 'Bastoni in panchina, siamo più esperti. Mi sto avvicinando a un trionfo in Europa. Inter favorita? Fesserie'

·4 minuto per la lettura

L’Inter ha la possibilità di dimenticare in fretta il derby ma per farlo dovrà vincere nella gara d’esordio in Champions, dove è fondamentale partire immediatamente bene. Alla vigilia della sfida contro il Borussia Moenchengladbach, il tecnico nerazzurro, Antonio Conte, ha risposto alle domande dei giornalisti dalla consueta conferenza stampa di Appiano Gentile.

Quest'anno avete più esperienza in ambito europeo? “Penso che la finale di Europa League abbia accresciuto l’esperienza di tutti i miei calciatori e poi abbiamo aggiunto Vidal, che di esperienza ne ha da vendere. Da questo punto di vista ripartiamo più attrezzati rispetto all’anno scorso”.

Si può avere un punto della situazione sui calciatori disponibili? “Bastoni ha ripreso da ieri ad allenarsi con noi e oggi farà il secondo allenamento. Lo avremo a disposizione in panchina perché bisogna anche calcolare che questo è un virus che debilita e serve tempo per rimettere il calciatore in condizione. Per il resto faremo valutazioni, anche in mezzo al campo dobbiamo vedere Brozovic che ha finito il derby da affaticato e dobbiamo capire le condizioni di Sensi. Non vogliamo prenderci rischi”.

Tre delle squadre impegnate in Champions non hanno brillato in campionato. È casuale? Dove potete arrivare in Champions? “In Italia il campionato sarà molto equilibrato e vedo diverse squadre che possono lottare per i primi quattro posti perché sono competitive. Noi vogliamo esserci e faremo di tutto per stare in questo gruppo. Anche in Spagna hanno perso Real e Barcellona, ci sono stati risultati inattesi e credo sia dovuto anche dal rientro dei nazionali che sono affaticati e ci sta qualche risultato sorprendente. Noi dovremo essere arbitri del nostro destino, inutile dire dove potremo arrivare”.

Come mai gioca col trequartista anche quando non c’è Eriksen? In quella posizione vede anche Vidal? “Credo sia il sistema migliore, che esalta le caratteristiche di tutti. Un sistema che abbiamo utilizzato in tutte le fasi finali dell’Europa League. È un sistema che usiamo da tanto, a volte cambia la posizione del trequartista ma rimane un trequartista. Tanti giocatori possono occupare quella posizione”.

A Madrid vi considerano i favoriti del girone, vi disturba o vi sprona? “Stiamo parlando di una squadra che ha vinto la Liga e annovera calciatori da oltre 100 milioni in rosa e che hanno vinto tante Champions. Sentir dire che il Real è sfavorito mi fa sorridere. Le valutazioni devono essere fatte in modo serio per evitare di dire fesserie. Se mettiamo in discussione il Real perché non ha fatto il mercato significa che il calcio sta cambiando e io sto perdendo di vista la realtà”.

Sente che una vittoria in ambito internazionale sarebbe per lei la ciliegina sulla torta? “Vedo che mi sto avvicinando perché in quattro anni ho giocato ottavi, quarti, semifinale e finale. Ma per me non rappresenta un problema. Sto imparando a gustarmi il percorso con le squadre di club e questa è la cosa più importante. Poi c’è sempre uno che vince ma posso ritenermi soddisfatto perché ho attraversato tutti gli step ed è un percorso che mi rende orgoglioso”.

Come sta Sanchez? Poteva gestirsi meglio in nazionale? “Eravamo molto preoccupati perché dal Cile non arrivavano notizie confortanti. Aveva un affaticamento agli adduttori e siamo stati molto attenti quando abbiamo preparato la gara. Ha giocato 15 minuti perché ha dato garanzie, ma eravamo in apprensione. Adesso sta bene e si è allenato, posso anche pensare di farlo giocare dal primo minuto”.

Per le caratteristiche dei suoi difensori, non troppo veloci, può essere un rischio giocare con una linea così alta? “Anche l’anno scorso abbiamo giocato nella stessa maniera. Le caratteristiche dei nostri difensori possono affrontare queste situazioni. Abbiamo solo ceduto Godin e preso Kolarov, gli altri sono gli stessi difensori che l’anno scorso hanno terminato il campionato con la miglior differenza reti. Dobbiamo lavorare e migliorare le cose negative che si sono verificate. Dobbiamo farlo guardando tanti video se non c’è abbastanza tempo per lavorare. Ma non c’è grande preoccupazione perché la squadra gioca e crea. Spesso si accusano le nostre squadre di fare gioco all’italiana, noi ci esprimiamo bene e l'anno scorso ci siamo giocati una finale d’Europa League. Chi arriva trova un meccanismo rodato”.