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Conte completa la rimonta, conquista il M5S e attacca il Pd

Image from askanews web site
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Roma, 26 set. (askanews) - Essendo partito a handicap da una media sondaggi che accreditava, circa due mesi fa, il Movimento 5 stelle di una percentuale attorno al 10 per cento, Giuseppe Conte ha gioco facile a rivendicare il suo successo, nella conferenza stampa notturna sul voto. Soprattutto dopo l'uscita delle ultime proiezioni che lo vedono fra il 15 e il 16 per cento, con consensi così alti in alcune regioni del Sud da consentirgli di lottare per la conquista di vari collegi uninominali. "Tutti - dice ai giornalisti - ci davate in singola cifra, questo risultato ribalta le previsioni iniziali, è stata una grande rimonta. Siamo la terza forza politica, se i dati saranno confermati".

L'ex premier non esita a ribadire la sua polemica con il "gruppo dirigente del Pd" e con l'ex alleato Enrico Letta, che porta a suo giudizio la maggiore responsabilità del successo del centrodestra guidato da Giorgia Meloni. "Hanno compromesso - accusa - una offerta politica che potesse essere competitiva col centrodestra che si è presentato unito". E per il futuro "vedremo se verranno dietro alle nostre battaglia di opposizione" ma in ogni caso, ammonisce, "non ci sarà nessun cartello".

In ogni caso "i cittadini si sono espressi e dobbiamo prendere atto che hanno premiato la coalizione di centrodestra che si candida legittimamente a governare il Paese". A Giorgia Meloni, che ha parlato di "brutta campagna elettorale", Conte non risponde: "Non so cosa intendesse per brutta campagna elettorale" ma "lo è stata perché non siamo riusciti a confrontare concretamente le ricette che sono state presentate". Impietosa la battuta dedicata all'ex compagno di strada Luigi Di Maio, protagonista di un lungo scontro interno e poi della scissione che ha dato vita a Impegno civico: "Preferisco ricordare le battaglie fatte insieme a Di Maio, preferisco lasciare questo ricordo".

Un bilancio più compiuto è atteso per il pomeriggio di lunedì, in una nuova conferenza stampa di Conte. Ma gli applausi che lo hanno accompagnato, nelle sale riservate dove erano riuniti i suoi, dimostrano che il giurista pugliese ha ormai conquistato il Movimento. Al fondatore Beppe Grillo, assente per la prima volta dalla campagna elettorale e perfino dalla manifestazione conclusiva di venerdì scorso alla quale non ha partecipato nemmeno con un messaggio video, il leader dedica una stringata citazione: "Ci siamo sentiti, è anche lui soddisfatto di questi risultati, è vicino e partecipe". Forse stavolta è davvero iniziata l'era post-grillina.