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Conte si gioca l'ultima carta

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
(Photo: EPA)
(Photo: EPA)

Prova l’ultima spericolata mossa che lo mantenga in sella. Giuseppe Conte domani mattina riunirà alle 9 il Consiglio dei ministri e comunicherà l’intenzione di dimettersi. Poi salirà al Quirinale. Quel che succederà quando il premier dimissionario uscirà dal portone del Colle è nelle mani di Sergio Mattarella, ma la mossa del premier nei suoi piani è funzionale a una crisi lampo e un reincarico, dalla quale uscire con una nuova maggioranza di governo.

“È convinto di avere in mano una pattuglia di senatori di area centrodestra”, spiega a sera una fonte dell’esecutivo. L’intento è chiaro: certificare un passaggio formale a un nuovo governo che marchi la discontinuità con la maggioranza giallorossa, costruire in fretta un nuovo programma e una nuova squadra, e risalire al Quirinale per un nuovo mandato.

I margini sono strettissimi. Se è vero che proprio sulla discontinuità e l’apertura di una strada verso un Conte-Ter è stata la richiesta di molti degli interlocutori annoverati tra i possibili responsabili, è anche vero che fino ad adesso la caccia non ha dato alcun frutto. Il premier confida nell’effetto attrattivo che confida la mossa possa avere. Le voci di un drappello di senatori disponibili a Palazzo si rincorrono senza sosta, chi ne accredita quattro, chi otto, chi si spinge fino a undici. L’ideale per il premier sarebbe quello di chiudere la partita in 24, 48 ore al massimo, un gruppo omogeneo che gli consenta di risalire al Quirinale con una maggioranza non posticcia e avendo sostituito Matteo Renzi al governo. Una strada rischiosa, perché il capo del Governo sa che le possibilità di non rimettere piede a Palazzo Chigi sono concrete. Ma è anche l’unica chance che ha per non venire travolto dal voto previsto al Senato sulle comunicazioni di Alfonso Bonafede, che ne avrebbe definitivame...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.