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Conto Deposito: come si calcola l’Imposta di bollo?

Federica Pace
 

Come si calcola l’ imposta di bollo sul conto deposito ? Sei correntista/risparmiatore e sottoscrittore di un conto deposito e non sai procedere al calcolo dei costi e delle tasse.

Molti risparmiatori italiani stanno sempre di più preferendo la sottoscrizione dei conti deposito per ottenere un rendimento economico certo e per investire su un prodotto assolutamente sicuro e conveniente.

Per questo, oltre al tasso di interesse attivo, è fondamentale tenere in considerazione le condizioni economiche che incidono sulla convenienza dell’investimento.

Scopriamo in questa guida di Trend Online come si calcola l’imposto di bollo sui conti deposito.

Imposta Bollo Conto Deposito: cosa dice l’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fare chiarezza in merito all’ imposta di bollo sui conti deposito.

La Circolare n.48/E pubblicata il 21 dicembre 2012 ha apportato modifiche alla disciplina dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari.

La successiva Circolare n. 15/E del 10 maggio 2013 ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’imposta di bollo applicabile agli estratti conto e ai rendiconti dei libretti di risparmio.

Entrambe le circolari chiariscono che, ai fini della determinazione dell’imposta dovuta, occorre considerare l’intestazione del conto corrente o del libretto di risparmio.

La Circolare del 2013 distingue nettamente tra conti correnti e conti deposito. Con riferimento alla nozione di deposito, la Banca d’Italia, ha chiarito che nella “prassi bancaria la nozione di deposito comprende:

1. i depositi che costituiscono la provvista di un conto corrente;

2. i depositi con funzione diversa da quella del punto 1. Potrebbero ricadere in questa fattispecie non solo i contratti giuridicamente distinti dal conto corrente (certificati di deposito, depositi alimentati attraverso un conto corrente ‘di appoggio’) ma anche i depositi in conto corrente la cui funzione principale non sia quella di fornire una provvista al conto”.

L’imposta di bollo sui conti deposito è proporzionale al deposito ed è pari allo 0,20% calcolato sulle giacenze ovvero il 2 per mille della somma depositata.

Ma è necessario distinguere fra persone fisiche e giuridiche: c’è un tetto massimo di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, mentre non c’è nessun limite massimo per le persone fisiche.

Come applicare l’imposta di bollo nel caso in cui il conto corrente riconosca anche un interesse sulle somme depositate?

Con riferimento ai depositi in conto corrente l’imposta va applicata in maniera autonoma rispetto a quella applicata al conto corrente, nella misura proporzionale del 2 per mille per le giacenze vincolate.

Ai fini della corretta individuazione della tassazione applicabile al rapporto di conto corrente e a quello di deposito, non ha rilievo che le giacenze libere da vincoli di indisponibilità, siano remunerate.

Conto deposito: tassazione interessi

Per quanto concerne la tassazione degli interessi attivi sul conto deposito, la normativa prevede l’applicazione del 26% sugli interessi maturati.

Per questo nel selezionare ed individuare il miglior conto deposito bisogna diffidare dalla pubblicità e calcolare i rendimenti netti sottraendo le tasse e tenendo conto dell’imposta di bollo.

Per conoscere la redditività effettiva dei conti depositi bisogna controllare il tasso netto degli interessi e prediligere le banche che prendono in carico il pagamento dell’imposta di bollo.

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