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Conto salatissimo dalla chiusura anticipata per bar e ristoranti: perdite per 2,7 miliardi di euro

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Conto salatissimo dalla chiusura anticipata per bar e ristoranti: perdite per 2,7 miliardi di euro
Conto salatissimo dalla chiusura anticipata per bar e ristoranti: perdite per 2,7 miliardi di euro

A rischio 350mila posti di lavoro e possibile chiusura per 50mila aziende. Mercoledì la manifestazione di protesta organizzata da Fipe-Confcommercio

Alla fine la temuta stretta su ristoranti, bar e pizzerie e arrivata. E il conto rischia di essere salatissimo, come anticipato poco prima della pubblicazione del nuovo Dpcm che fissa la chiusura alle 18. “Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni economiche, questo sarebbe il colpo di grazie per i pubblici esercizi italiani”, recita la nota di Fipe-Confcommercio, la Federazione dei Pubblici Esercizi, che stima perdite per 2,7 miliardi di euro per le imprese della ristorazione. Una perdita che, ovviamente, va ad aggiungersi a quella patita durante il primo lockdown di primavera.

50MILA IMPRESE A RISCHIO CHIUSURA

Fipe ricorda come “i ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali” e invoca l’arrivo di provvedimenti di ristoro economico. Per andare avanti, insomma, servono indennizzi a fondo perduto, crediti d’imposta per gli affitti commerciali, nuove moratorie fiscali e creditizie e il prolungamento degli ammortizzatori sociali. A rischio, secondo i calcoli della Federazione, ci sono 50.000 imprese e 350mila posti di lavoro.

LAVORARE PER NON MORIRE

“Chiediamo di poter continuare a lavorare per non morire e per questo servono, senza ritardo o inutili annunci, le misure promesse”, recitava l’appello lanciato da Fipe poche ore prima del nuovo Dpcm. Un appello rimasto inascoltato, in cui gli esercenti ricordavano i grandi sforzi organizzativi ed economici affrontati per adeguarsi ai protocolli sanitari e alle misure anti-contagio. Proprio in virtù di questi sforzi, sottolinea Fipe, “non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell'epidemia sul nostro comparto: sono altri i fattori che hanno purtroppo causato una nuova emergenza".

MERCOLEDÌ LA PROTESTA

Ma la scelta del governo è ricaduta proprio sulla chiusura anticipata degli esercizi di ristorazione, che resterà in vigore almeno fino al 24 novembre insieme alla chiusura totale di piscine, palestre, cinema e teatri. Per queste ragioni la Federazione dei Pubblici Esercizi ha organizzato una manifestazione di protesta che si terrà in 21 piazze italiane mercoledì 28 ottobre.