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Contraffazione e frodi informatiche: i nuovi reati che vanno per la maggiore

·7 minuto per la lettura

Dalle truffe informatiche alla contraffazione alimentare e di marchi di moda, fino agli incendi boschivi: Adnkronos e Expleo hanno tracciato le tendenze sui reati minori sulla base dei dati forniti dal Ministero dell'Interno

Se da un lato i reati denunciati in Italia complessivamente stanno diminuendo in maniera costante nel triennio 2017-2019, come sottolineato dai dati del Ministero dell'Interno e di cui ci siamo occupati in un articolo ad hoc, dall'altro si assiste ad una crescita di cosidetti reati minori. In particolare contraffazione e frodi informatiche sono due delle tipologie di reato che registrano numeri in crescita.

Per una migliore comprensione dei dati di seguito indicati, ecco alcuni concetti chiave da tenere presenti. Per contraffazione si intende l'imitazione di un prodotto mediante la sua replica non autorizzata. Con violazione della proprietà intellettuale si fa riferimento ai casi in cui siano stati violati i diritti di proprietà su idee nuove e uniche, di prodotti o creazioni risultanti della creatività umana e dall'innovazione.

I dati di seguito indicano il numero di denunce pervenute all'autorità giudiziaria dalle diverse forze di polizia, dunque pur trattandosi di denunce, danno comunque una fotografia della situazione dei reati minori nel nostro Paese. È importante sottolineare che trattandosi di dati relativi alle denunce, le statistiche proposte hanno anche risvolti di carattere sociale. In particolare l'attitudine a denunciare i reati differisce da un'area geografica all'altra del Paese e più in dettaglio tra le diverse regioni. I numeri che emergono sottolineano dunque una maggiore o minore consapevolezza sociale, oltre alla presenza e alla capacità di risposta delle istituzioni sul territorio.

Reati informatici: la frode corre sul web

Uno degli ambiti di cosidetti nuovi reati più in crescita è quello dei delitti e delle frodi informatiche. A tale proposito è necessaria una distinzione. Con il termine "delitti informatici" si intendono i crimini tecnologici compiuti servendosi di supporti digitali, informatici o telematici, con lo scopo di sottrarre, compromettere o eliminare beni o informazioni personali riservate. "Frodi informatiche" si riferisce invece a ipotesi di truffa definita dall'articolo 640 ter del codice penale come l'alterazione, in qualunque modo, del funzionamento di un sistema informatico o telematico in grado di procurare ingiusto profitto con altrui danno.

Dai dati a dispozione forniti dal Ministero dell'Interno, relativi al triennio 2017-2019, sia le frodi che i delitti informatici risultano in crescita. La percentuale delle frodi informatiche è aumentata in tre anni di quasi il 30%, mentre quella dei delitti informatici è cresciuta nello stesso periodo del 53%.

Entrando nel dettaglio delle truffe informatiche per regione, considerando il 2019, dato più recente disponibile, rapportando il numero delle truffe informatiche con il numero della popolazione, l'incidenza più elevata risulta in Friuli Venezia Giulia, seguita da Liguria e Piemonte. Le regioni invece con incidenza più bassa sono Trentino Alto Adige, Puglia e Marche.

Truffe informatiche: baby truffatori vs vittime 50enni

Incrociando i dati del Ministero dell'Interno con quelli dell'ISTAT si ottengono interessanti indicazioni statistiche il confronto tra numero ed età dei denunciati/arrestati per truffe informatiche e numero/età delle vittime di tali truffe. In particolare nel 2019 risulta che tra le 211.907 denunce complessive per truffe informatiche giunte dalla polizia all'autorità giudiziaria, la maggioranza (17.357) siano verso persone di età compresa tra 35 e 44 anni. Ma è interessante scoprire che ci sono anche 348 denunce per presunti autori di truffa informatica minorenni (14-17anni) e addirittura 28 denunce verso minori di 13 anni. Tra le vittime di questo reato che nel 2019 risultano 192.902, spicca sopratutto la fascia di età tra 45 e 54 anni con 43.710 truffati.

Contraffazione: un costo economico altissimo

La contraffazione è uno dei reati economici che maggiormente danneggia l'economia di un particolare paese o territorio e, in scala globale, quella mondiale, mettendo in diversi casi in pericolo la sicurezza e la salute del consumatore.

Secondo i dati dell'EUIPO - Ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale, incaricato di gestire i marchi, disegni e modelli registrati dell'Unione Europea – relativi a uno studio sulle violazioni del diritto di proprietà intellettuale fino al secondo trimestre del 2019, la contraffazione ha causato qualcosa come 10,5 miliardi di euro di vendite perse. Nello specifico i cinque settori più colpiti dalla contraffazione sono: abbigliamento (6,4 miliardi di euro), farmaci (1.35 miliardi di euro), smartphone (885 milioni di euro), cosmetici (710 milioni di euro), vino e alcolici (356 milioni di euro).

L'eccellenza vinicola italiana è tra le più imitate

In tema di contraffazioni alimentari l'organismo che ha funzione di prevenire e reprimere le frodi nel commercio di prodotti agroalimentari e vigilare sulle produzioni di qualità registrate (Dop, Igp), è l'ICQRF, Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Secondo i dati registrati dall'ICQRF in Italia nel 2019 sono state sequestrate merci agroalimentari per quasi 72 milioni di kg per un valore complessivo di circa 117 mlioni di euro. I principali illeciti relativi a contraffazione agroalimentare riguardano i vini, con particolare riferimento a quelli tutelati da DOCG, DOG e IGT, le cui merci sequestrate ammontano al 42% del totale, per un valore di circa 40 milioni di euro.

Entrando nello specifico dai dati 2019 dell'ICQRF,i dati riferiti alla cosidetta enopirateria, ovvero i falsari del vino, indicano che l'82% di dati relativi alla contraffazione di prodotti vinicoli riguarda il Prosecco, il 5,7% il Montepulciano d'Abruzzo, il 2,2% il Chianti.

Veramente falso: la contraffazione nel settore moda

La moda, una delle eccellenze del made in Italy riconosciute a livello mondiale, è tra i settori più a rischio contraffazione, come sottolineato dai dati di IPERICO, database del Ministero dello Sviluppo economico sull'attività di contrasto alla contraffrazione. Secondo questo database emerge che nel 2019 su 12.423 casi di sequestro totali, 8.435 rigurdano abbigliamento, accessori e calzature (il 68%). A livello regionale la Lombardia detiene il maggior numero di sequestri, come somma tra accessori, abbigliamento e calzature con 1.830 sequestri effettuati dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza, seguita dal Lazio con 1.684 sequestri, terza la Puglia con 782 sequestri nel 2019. Il valore complessivo stimato dei beni del settore abbigliamento sequestrati nel 2019 secondo IPERICO è oltre 147 milioni di euro. La Campania è la regione con il valore stimato di beni sequestrati più elevato, oltre 69 milioni di euro, seguita da Lazio (con oltre 41 milioni di euro) e Toscana (12,5 milioni di euro).

Incendi boschivi: le isole bruciano di più, ma denunciano di meno

Il reato di incendio boschivo nasce dall'esigenza da parte dello Stato di rispondere al crescente numero di incendi boschivi tradotto nel codice penale con l'articolo 423 bis, a seguito della Legge n.220 dell'8 agosto 2000. Il sopra citato articolo del codice penale definisce punibile di reato di incendio boschivo "chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui". Grazie ai dati messi a disposizone del Ministero dell'Interno emergono interessanti indicazioni specie dal rapporto tra numero di denunce per incendi boschivi rispetto al numero di incendi registrati da EFFIS, European Forest Fire Information System, con riferimento al periodo 2017-2019. Il rapporto più basso denunce/incendi boschivi si registra nelle Isole con soltanto 191 denunce contro 4.548 incendi. Un dato che fa molto riflettere sopratutto se paragonato a quello del Nord Ovest dove, nel triennio 2017-2019 sono stati denunciati 1.377 incendi su 1.592 incendi registrati. Approfondendo il dato a livello regionale, si scopre che la Sardegna, nel periodo 2017-2019, risulta la regione con incidenza più bassa di denunce rispetto al numero incendi boschivi, pari a 9 denunce su 2.094 incendi. Al secondo posto la Sicilia con 182 denunce su 2.454 incendi. Nelle altre regioni, tranne Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia con un'incidenza di denunce rispettivamente, del 16% le prime due regioni e del 7% la terza, il rapporto numero denunce/numero incendi è superiore al 50%.

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