Italia Markets closed

Contratti, Cisl: cresce contrattazione di II livello ma non... -3-

Mlp

Roma, 4 dic. (askanews) - Per il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, il rapporto fotografa "una contrattazione aziendale evolutiva nella forma e nei contenuti, dinamica, costruttiva di soluzioni e tutele sempre più ricche. Ma la contrattazione aziendale per sviluppare tutte le sue potenzialità ha bisogno di sostegno, sia di natura fiscale che di normativa di legge non invasiva, valore erga omnes dei contratti , sostegno alla conclusione della misurazione della rappresentanza, sostegno alla partecipazione".

Viene evidenziata "l'importanza di una contrattazione aziendale sempre più plurale e innovativa, un motore di crescita sostenuta, ben distribuita, partecipata, capace di elevare il benessere della persona, di rafforzare la qualità del lavoro e di incrementare performance e competitività d'impresa. Un patrimonio insostituibile di relazioni industriali reattive, flessibili, in presa diretta con i bisogni reali di ogni azienda e di ogni territorio".

Questo sistema "offre già tanto allo sviluppo e alla coesione, ma va ulteriormente sostenuto e promosso con maggiori affidamenti e responsabilità tra le parti sociali e adeguate politiche fiscali che ne stimolino diffusione e crescita, specialmente nelle aree dove il tessuto produttivo è più debole e disgregato e le aziende sono più piccole e isolate, come nel Mezzogiorno. Per questo crediamo che i frutti degli accordi di secondo livello, sia economici che di welfare, vadano del tutto detassati, insieme anche agli aumenti dei prossimi rinnovi contrattuali di primo livello", sottolinea.

"L'adattività e la dinamicità dell'incontro contrattuale - evidenzia ancora il sindacalista - mal si conciliano con leggi-precetto che entrano in materie tipicamente negoziali come il Decreto Dignità, di cui esigiamo la modifica con un forte affidamento alla contrattazione aziendale sulle causali per i rinnovi dei rapporti a tempo determinato. Va poi scongiurata l'adozione del salario minimo legale: per elevare salari, tutele e produttività non serve una retribuzione oraria 'di Stato', ma l'estensione dei contratti leader in ogni comparto, con una lotta senza quartiere al dumping negoziale, alle rappresentanze di comodo e ai contratti pirata".

"Al governo chiediamo un impegno su questi fronti e, più in generale, su un modello di sviluppo maggiormente partecipativo, che esalti l'apporto sussidiario della contrattazione e valorizzi il ruolo delle rappresentanze sociali nel disegno delle strategie di crescita. Pensiamo che i tempi siano maturi anche per varare una legge quadro sulla partecipazione e sulla democrazia economica che sostenga il coinvolgimento dei lavoratori alla vita d'impresa,~un provvedimento legislativo che deleghi alla contrattazione il compito di declinare in ogni realtà le forme più idonee di partecipazione", conclude Sbarra.