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Copasir: "Urgente legge per contrasto a radicalizzazione jihadista"

·3 minuto per la lettura

E' urgente un "intervento legislativo" per contrasto la radicalizzazione jihadista. Introdurre il reato di detenzione di manuali o materiale di propaganda jihadista, come già avviene per la pedopornografia. Fare attenzione al web, ritenuto "cruciale campo di battaglia", puntare sulla "prevenzione, la repressione e la cooperazione" con interventi "efficaci, lungimiranti e integrati". Sono alcune delle indicazioni contenute nella 'Relazione su una più efficace azione di contrasto alla radicalizzazione di matrice jihadista', relatori i deputati Enrico Borghi (Pd) e Federica Dieni (M5s), approvata oggi dal Copasir, presieduto da Adolfo Urso.

"Gli strumenti repressivi introdotti sono variegati ed efficaci, sebbene occorra sempre un loro adeguato affinamento. In particolare, ad esempio, in relazione al materiale di propaganda o di tipo manualistico, il Copasir condivide alcune osservazioni emerse durante le audizioni. La sola detenzione di tale materiale non è sufficiente a far scattare nessuna sanzione, richiedendosi invece la sua diffusione - si sottolinea nella relazione - È auspicabile che si introduca, ad esempio, tale fattispecie di reato sul modello dell'articolo 600-quater del Codice penale sulla detenzione di materiale pedopornografico". "Infatti, da una parte, appare evidente che le modalità di approccio alla deradicalizzazione sono fortemente diversificate, dall'altra, è fondamentale intervenire tempestivamente sui soggetti radicalizzati, pur trattandosi di soggetti di diritto che non hanno (ancora) commesso un reato, ma che, in qualsiasi momento, possono decidere di partire per uno scenario di guerra o, peggio, attivarsi in loco", continua.

Il Copasir, che sul tema ha svolto una serie di audizioni, ha rilevato "un'indicazione circa l'elevazione del rischio connesso ai fenomeni violenti, anche come possibile conseguenza delle recenti vicende geo-politiche che stanno interessando le aree del Sahel e dell'Afghanistan".

Secondo il Comitato, "la prevenzione, la repressione e la cooperazione sono le aree in cui occorre agire con interventi efficaci, lungimiranti e integrati". "La cornice complessiva delle azioni di contrasto al terrorismo - prosegue la relazione - deve necessariamente coniugare questi tre ambiti, con la consapevolezza che si rende indispensabile un modello interpretativo che sia in grado di integrare i meccanismi micro (individuali) con quelli macro (sociali/culturali): solo in questo modo potranno essere messe in campo tecniche efficaci di prevenzione nella lotta al terrorismo". Il Comitato, che segnala "l'esigenza urgente e non più dilazionabile di un intervento legislativo", guarda anche ai rischi che vengono da internet: "le scuole, le carceri, i luoghi di aggregazione islamici sono i luoghi fisici della sfida ma un altrettanto cruciale campo di battaglia è il web. Nel web, con uno sforzo di coordinamento tra i vari operatori, è necessario intercettare i crogiuoli della propaganda e intervenire fermamente là dove il processo di radicalizzazione dei singoli è in corso o è avvenuto".

Nella stessa relazione si osserva inoltre che "come è emerso dalle audizioni dei vertici delle Forze dell'ordine, il terreno dei social network, in cui avviene buona parte del proselitismo e della radicalizzazione dei soggetti a rischio, pone un problema dovuto al fatto che la giurisdizione in cui ricadono tali ambiti è estera, imponendo di fatto un limite alle indagini che incontrano difficoltà e rallentamenti in sede di rogatoria internazionale".

"Nella relazione il Comitato ha individuato alcune possibili misure e linee di intervento volte ad accentuare l’efficacia dell’azione preventiva, accanto a quelle di natura repressiva già previste, sollecitando inoltre che siano esaminate le proposte di legge in materia già presentate in Parlamento", ha commentato il presidente del Copasir Adolfo Urso. "Il presidente, su mandato del Comitato, chiederà ai presidenti di Senato e Camera di sensibilizzare le conferenze dei capigruppo affinché sia valutata la modalità ritenuta più idonea per l’esame di questo documento - ha concluso - così come della 'Relazione sulla disciplina per l'utilizzo di contratti secretati, anche con riferimento al noleggio dei diversi sistemi di intercettazione', approvata dal Comitato nella seduta del 21 ottobre scorso".

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