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Coprifuoco, autocertificazione: quando e dove serve

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Con il coprifuoco torna l’autocertificazione. Non dappertutto, naturalmente: il modulo con l’indicazione degli spostamenti di chi lo compila dovrà essere utilizzato, per ora, solo in Lombardia, Campania e Lazio.

La misura prevede una stretta sulla movida per limitare i contagi da Coronavirus: divieto di uscire di casa dalle 23 alle 5 del mattino (dalle 24 nel Lazio), salvo motivi urgenti e cioè lavoro, salute e altre comprovate necessità. In Campania, oltre all’obbligo di restare nella propria abitazione nelle ore notturne, scatta dal 23 ottobre anche il divieto di spostamento extraprovinciale, salvo le stesse urgenze di cui sopra che andranno documentate sempre con autocertificazione, sottolinea laleggepertutti.it.

Si attendono indicazioni più specifiche da parte del ministero dell’Interno sulla compilazione del modulo da esibire alle forze dell’ordine che dovranno controllare che l’uscita di casa sia davvero motivata.

Non c’è, comunque, da attendersi nulla di diverso rispetto alle autocertificazioni dell’era lockdown. Chi lavora tra le 23 (o le 24) e le 5 dovrà scrivere sul modulo l’indirizzo dell’ufficio/azienda e chi è il suo datore di lavoro. Chi, invece, è costretto ad allontanarsi dalla propria abitazione per motivi di salute o altre esigenze, dovrà indicare la destinazione e la durata della sua permanenza fuori casa. Non è richiesto, invece, di specificare se si sta andando da una persona in particolare, per motivi di privacy.

Al di là del coprifuoco, anche altre regioni hanno messo a punto restrizioni anti-assembramento. È il caso di Piemonte e Liguria. Il governatore della prima, Alberto Cirio, ha annunciato la chiusura dei centri commerciali nel weekend (analogamente alla Lombardia).

Il presidente della Liguria Giovanni Toti, invece, pensa a dei coprifuoco selettivi, da applicare a singole zone, su decisione dei sindaci. Per Genova già si parla di coprifuoco in quattro zone della città, afferma laleggepertutti.it.