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Corea del Sud: un mercato chiave su cui puntare

(Adnkronos) - Il biglietto da visita che Seoul vuole presentare al mondo si chiama Hallyu, l’onda coreana, il fenomeno socio culturale che ha permesso alla Corea del Sud di diventare l’epicentro di una cultura pop globale. Un modello da esportare a livello mondiale grazie alla sua apertura democratica e alla modernizzazione tecnologica e telematica che ha fatto la Corea del Sud da apripista a molti settori, tra cui anche quello enogastronomico. Famosa prima per il suo Gangnam Style e dal 2021 per l'onnipotente Squid Game, apparso sui nostri schermi e divenuto lo spettacolo più visto di sempre su Netfilx, oggi la Corea del Sud fa parlare di sé non solo in quanto paese ad alta innovazione, balzato nel 2019 al 12esimo posto in classifica degli Stati del Mondo per economia in crescita, ma anche per il suo street food e per l’aumento del consumo di bevande alcoliche, complice la pandemia e il boom di impiego domestico di vino.

Il vino in Corea rappresenta ancora un prodotto di nicchia ma i suoi cittadini (spesso i più giovani) hanno dimostrato un forte interesse verso la cultura italiana. Parliamo di un paese che conta oltre 50 milioni di abitanti con dato di crescita economica che nel 2021 ha raggiunto il 4%. Le importazioni e l’apertura ai mercati internazionali sono in rapido aumento grazie a tre importanti fattori: il primo riguarda le leggi sull'acquisto di alcolici online, una modalità regolamentata nel 2020 dal governo di Seoul in risposta alla pandemia (attualmente è consentito solo ritirare gli acquisti online di alcolici presso i negozi al dettaglio o nei ristoranti ma non riceverli direttamente a casa). Il secondo è senza dubbio il boom del consumo domestico causato dalle restrizioni Covid-19. Il terzo elemento, altrettanto significativo, è l'accessibilità alle informazioni - generalmente tramite smartphone -, un fatto che consente ai consumatori di essere informati sui prodotti e di fare acquisti consapevoli.

I dati IWSR confermano quanto detto sin qui: il consumo in volume di vino fermo è cresciuto di oltre il 20% nel 2020 e si prevede che sia i vini fermi che gli spumanti crescano ancora, almeno fino al 2025. I dati di b.connected evidenziano inoltre una crescita dell’import di vino del + 96,5% nei primi otto mesi del 2021, per un valore di 370,5 milioni di dollari (nota dell’indice di Seoul). La Corea del Sud beneficia come dicevamo di un elevato PIL pro capite e di una disoccupazione relativamente bassa; il tasso di corruzione è anch’esso basso se confrontato con altri mercati vinicoli emergenti. La premiumizzazione nel vino giocherà dunque un ruolo importante. I marchi più celebrati o comunque quelli noti sono i più richiesti e stanno dominando il mercato. Il consumatore desidera regalarsi lusso, vivere esperienze uniche e di conseguenza acquistare i prodotti dei brand più in voga. Si è guidati dalla marca ma anche dal gusto, mentre il calice di vino sta cambiando radicalmente la cultura del bere coreano: si consuma vino prevalentemente in compagnia. I canali digitali contribuiscono a migliorare ulteriormente la capacità dei consumatori di condividere le proprie esperienze di consumo online: foto, video, note di degustazione, informazioni sui prodotti e suggerimenti su dove acquistare vengono condivise ogni giorno sulle piattaforme social.

Secondo Sebastiano Bazzano, fondatore del progetto b.connected, partner in Export Management, la Corea del Sud è nel radar di molti produttori di vino, anche italiani. “L’Italia si conferma tra i maggiori fornitori di qualità. I wine lover coreani sono soprattutto giovani e in particolare le donne. I canali di vendita più importanti sono la Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e la vendita al dettaglio”. “Tutto questo è possibile – continua Bazzano - grazie all’importante sviluppo economico che la Corea del Sud sta vivendo, un mercato in forte crescita, si parla del 20% annuo atteso anche per i prossimi tre - quattro anni. Il vino sta trovando insomma un proprio spazio, anche se la popolazione di riferimento è in piena crescita. Solo il 10% ne beve in modo regolare”.

Ci sono dunque elementi solidi e interessanti che spingono i produttori verso questo importante mercato asiatico che grazie alla pandemia ha incrementato in modo significativo le vendite. E mentre il paese si riappropria di una parvenza di normalità dopo che il 18 aprile 2022 il governo coreano ha rimosso l'ultima delle misure di distanziamento sociale Covid, il settore del consumo di alcolici potrebbe forse subire un rallentamento nella crescita.

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