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Corinne Day, la fotografa che ha rivoluzionato l'iconografia degli anni Novanta

Di Daniela Ambrosio
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Corinne Day
Photo credit: Corinne Day

From ELLE

Coraggiose, glamorous, osannate, sconosciute, avventurose. Sempre vigili e pronte a cogliere l’attimo più fuggevole, oppure estremamente riflessive, alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Sono le donne fotografe, coloro che sono riuscite, attraverso l’obbiettivo, ad abbattere i pregiudizi di una pratica considerata “maschile”. Ma non solo: hanno lavorato in situazioni di pericolo, mettendo spesso a rischio la loro stessa vita. Si tratta di donne che hanno contribuito a cambiare i costumi, a far uscire le donne dalla loro posizione di "angeli del focolare", per conquistare, finalmente anche se faticosamente, il loro posto nel mondo.

Corinne Day ha rivoluzionato l’estetica della moda. Lo ha fatto con degli scatti che poi sono passati alla storia: ritraevano una sedicenne inglese, magra, eterea, priva di ingombranti orpelli. Quella sedicenne si chiamava Kate Moss e non era ancora una modella di fama internazionale. Era una ragazza dall’aria innocente, ritratta su una spiaggia del Sussex, in bianco e nero, da sola oppure insieme a dei bambini del posto. Strano immaginare queste immagini come scatti di moda che lanceranno una delle modelle più richieste e iconiche degli anni Novanta (e di quelli a seguire). Strano immaginare quella che era un’adolescente dall’aria sognante affidarsi completamente all’obbiettivo di una fotografa che era stata lei stessa una modella, solo di un’altra epoca. Corinne Day era infatti entrata nel mondo della moda per caso, dopo aver lavorato in banca. E, per caso, aveva scoperto la passione per la fotografia. Nel 1985 abbandona le passerelle per diventare una fotografa di moda professionista, ma è solo nel 1989 che avverrà la svolta, con The Face, il mitico magazine britannico. Sarà proprio il servizio dal titolo “The Third Summer of Love”, pubblicato su The Face a rendere famosa Kate Moss a a far conoscere Corinne Day a un pubblico internazionale.

Photo credit: Corinne Day
Photo credit: Corinne Day

Correva l’anno 1990 e il servizio della Day contribuì a rivoluzionare i canoni estetici dell’epoca: non più top model dalle forme generose e dalla bellezza dirompente, ma minimalismo ed essenzialità. Da quel momento la moda non sarà più la stessa, così come le immagini: Corinne lavorerà con numerose riviste legate alla cultura e alla controcultura giovanile: i-D, Penthouse, The Face, collaborando con modelle della nuova generazione come Rosemary Ferguson e George Clements. La sua musa, Kate Moss, ritornerà nel controverso servizio realizzato per la versione britannica di Vogue, dal titolo Under Exposed. Qui la ormai celebre modella appariva vestita di sola lingerie nel suo appartamento, insieme al suo fidanzato, il fotografo di moda Mario Sorrenti. Le immagini furono ritenute scandalose perché richiamavano a un’immaginario pedopornografico, estremamente conturbante e quasi incestuoso. Questo causò un allontanamento della fotografa dal mondo della moda: Corinne decise infatti di realizzare foto di artisti e musicisti, nonché di gente comune. Nasce così il suo libro autobiografico, “Diary”: una raccolta di immagini “rubate” a giovani e amici che richiamavano al realismo documentario delle immagini di Nan Goldin. Solo nel 2000 Day ritornerà alla fotografia di moda, realizzando numerosissimi servizi per riviste e stilisti prestigiosi, fino alla sua morte, nel 2010. Corinne Day è stata la pioniera di un modo nuovo di intendere la fashion photography, ma anche l’apripista di una nuova generazione di modelle, fotografi e stilisti. La sua iconografia richiama il concetto di “less is more”: una moda aperta a tutti, dalle sfumature underground e minimaliste. Le sue immagini evocano la bellezza dell’ordinario, ma sopratutto il fascino della giovinezza, l’innocenza, la malinconia delle cose perdute. Di sicuro Corinne non aveva studiato a tavolino questa rivoluzione: l’aveva trovata nel suo obbiettivo, guardando la bellezza inconsapevole di una sedicenne.