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Coronavirus, è possibile uscire dal proprio comune per fare la spesa?

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Una delle domande che più stanno attanagliando l’esistenza dei cittadini con l’approvazione delle nuove ordinanze anti coronavirus è quella sulla possibilità di uscire dal proprio comune per poter fare la spesa. Gli aggiornamenti dei vari Dpcm del governo stanno infatti ponendo criteri sempre più stringenti alle motivazioni valide per uscire di casa e spesso risulta difficile capire se fare la spesa possa rientrare tra esse. Negli ultimi giorni tuttavia, alcune prefetture d’Italia stanno diramando comunicati per cercare di fugare ogni dubbio in merito.

Coronavirus: la spesa in un altro comune

Nella giornata del 23 marzo, la prefettura di Lecco ha diramato una nota in cui specifica come la spesa rientri tra le esigenze di assoluta urgenza previste dal decreto. Pertanto è consentito ai cittadini recarsi fuori dal proprio comune di residenza per dirigersi al supermercato più vicino, in assenza esercizi commerciali in prossimità della propria abitazione: “I cittadini di comuni non serviti da esercizi commerciali o nei quali gli esercizi commerciali risultano insufficienti a soddisfare il bacino di utenza, possono fare la spesa nei comuni limitrofi.

La circolare menziona inoltre i servizi di spesa online, che recentemente hanno avuto un vero e proprio boom a seguito delle ordinanze che impongono di rimanere a casa: “È SEMPRE consentito il ritiro della spesa prenotata online presso esercizi di comuni diversi, anche non limitrofi, purché al controllo sia esibita la documentazione comprovante la prenotazione”.

Simili indicazioni sono giunte anche dalla prefettura di Monza e della Brianza, che in una nota ha specificato: “Gli approvvigionamenti di beni di prima necessità sono considerati indispensabili. Pertanto, se nel proprio comune non sono disponibili, si deve ritenere necessitato lo spostamento verso un Comune limitrofo al fine di poter far fronte a tali bisogni”.