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Coronavirus, "2 anni per tornare ai livelli di Pil di gennaio 2020"

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"L’economia italiana inchioda e occorreranno 2 anni prima di poter ritornare ai livelli di Pil e di crescita stimata fino allo scorso gennaio". E' quanto stima Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, commentando il Focus Censis/Confcooperave "Lo shock epocale: imprese e lavoro alla prova della 'lockdown economy' che analizza lo stato dell’economia considerando una chiusura delle attività fino a maggio 2020, con un ritorno alla normalità entro i due mesi successivi (Fonte Cerved).  

Secondo quanto emerge dal focus, la dimensione economica del "lockdown" è pari a 1.321 miliardi di euro, che corrisponde al 42,4% del totale del fatturato dell’Industria e dei Servizi che complessivamente supera i 3.115 miliardi di euro. I provvedimenti di sospensione hanno avuto una maggiore incidenza, in termini di addetti, nel comparto dell’Industria in senso stretto (con il 62,2% degli addetti dipendenti e indipendenti sospesi, su un totale di 3 milioni e 987mila) e a seguire le Costruzioni (58,6% dei sospesi su 1,3 milioni di addetti) e, infine, nei Servizi (35,8% su 11,4 milioni di addetti). 

Il quadro generale della "lockdown economy" innesca una catena degli effetti dirompente in termini di reddito, di domanda interna, di sostenibilità economica, in cui il fattore tempo – la durata dello stato di sospensione – diventa la variabile fondamentale per capire le conseguenze su un sistema economico e sociale sottoposto a uno "stress test" che nessuna recessione nel passato aveva mai fatto sperimentare.  

Il "congelamento" delle attività ha, di conseguenza, prodotto un impatto che, in termini di fatturato, ha riguardato 660 miliardi di euro nell’ambito dei Servizi e 91 miliardi nelle Costruzioni, mentre per le imprese dell’Industria in senso stretto la restrizione ha avuto effetto su 570 miliardi di euro. 

Partendo da una base di fatturato delle imprese nel 2019 pari a 2.411 miliardi di euro e riferito a 200 sotto-settori economici, il valore atteso al netto dello shock prodotto dal Covid 19 sarebbe stato nel 2020 pari a 2.502 miliardi di euro, ma in realtà, proprio a causa dello shock, il volume di fatturato si fermerebbe a 2.233 miliardi, con una differenza negativa pari a 219 miliardi di euro. 

Buona parte di questa riduzione, circa la metà, sarebbe subita dall’area del Nord Ovest (87,5 miliardi) e dal Nord Est (48,5 miliardi). Il rimbalzo atteso nel 2021 porterebbe a un non completo recupero del fatturato perduto. Dai 2.233 miliardi di euro del 2020 si potrebbe passare a 2.448 miliardi che, in ogni caso, rappresenterebbero una differenza negativa rispetto alla cifra prevista in assenza di shock nel 2021 pari a 54 miliardi. In totale, lo scenario imputerebbe allo Shock Covid 19 una mancata produzione di valore da parte delle imprese superiore ai 270 miliardi.