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Coronavirus, Ania: partnership pubblico-privato per le pandemie

Glv
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Roma, 5 nov. (askanews) - Per affrontare i rischi creati dalle pandemie è necessaria una partnership tra il settore pubblico e quello privato. Lo ha detto la presidente dell'Ania, Maria Bianca Farina, secondo cui l'industria assicurativa globale, "spinta dall'enormità degli eventi connessi con la diffusione del virus, si sta interrogando su che tipo di copertura possa essere in grado di offrire, sulla dimensione geografica ottimale del pool di rischi e su come coinvolgere i mercati finanziari, attraverso l'emissione di pandemic bonds. La convinzione generale è che la copertura contro le pandemie sia certamente impossibile senza una partnership con il settore pubblico". L'Ania ha promosso al riguardo "la costituzione di un comitato italiano di esperti con l'obiettivo di individuare possibilità e modalità, in un'ottica di partnership pubblico-privato, di coprire, anche con strumenti assicurativi, alcuni degli effetti che eventuali future pandemie potrebbero produrre, specie in condizioni di prolungato lockdown, in termini di danni o di nuovi servizi necessari. I lavori si sono recentemente conclusi e spero di presentarne i risultati a breve". "Anche il sistema sanitario - ha spiegato la presidente alla 52esima Giornata del credito - messo a dura prova dall'esplosione pandemica e per questo in fase di ripensamento e adeguamento, ha bisogno di trovare equilibri nuovi e di prospettiva. Innanzitutto, serve destinare le risorse adeguate al Servizio sanitario nazionale. Poi occorre integrare meglio la sanità privata e quella pubblica, nell'ottica di offrire alle famiglie italiane il massimo di fruizione dei servizi di prevenzione e cura. Passi importanti sotto questo aspetto sono stati fatti, ma è convinzione diffusa, se non unanime, che il percorso possa essere reso più fluido ed efficace". "Nell'unica prospettiva - ha aggiunto Farina - di migliorare l'offerta di sicurezza per la salute e il benessere dei cittadini, serve una rinnovata e organizzata collaborazione pubblico-privato, l'unica in grado di dare risposte soddisfacenti e su larga scala. La leva fiscale potrebbe attivare risorse importanti sia nella fase di prevenzione sia in quella di cura, compresa la lungodegenza, uno degli aspetti più delicati e critici dell'intera filiera sanitaria".