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Coronavirus, annullata conferenza stampa di Conte: ignote le motivazioni

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È stata improvvisamente annullata la conferenza stampa che Giuseppe Conte avrebbe dovuto tenere nella serata del 9 aprile in diretta streaming da Palazzo Chigi, al fine di informare la popolazione sulle prossime misure che verranno adottate dal governo in merito all’emergenza coronavirus.

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Secondo molti osservatori, era probabile un annuncio da parte di Conte della tanto attesa proroga della quarantena nazionale, il cui termine scadrà ufficialmente il prossimo 13 aprile, prolungando il lockdown fino ai primi di maggio. Negli stessi minuti peraltro anche il presidente francese Emmanuel Macron ha annullato il discorso alla Nazione che avrebbe dovuto tenere in serata.

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Coronavirus, la conferenza stampa di Conte

Come le precedenti conferenze stampa, anche quella che avrebbe dovuto tenersi il 9 aprile sarebbe stata trasmessa dagli account social ufficiali del premier Conte e contemporaneamente mandata in onda dalle principali reti televisive nazionali. Secondo diverse fonti, sarebbe parso probabile che Conte avrebbe annunciato la proroga delle misure di lockdown almeno fino al prossimo 3 maggio, presentando un D.p.c.m ad hoc che avrebbe consentito una ripresa graduale delle attività economiche del Paese.

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Stando alle parole pronunciate dallo stesso presidente del Consiglio in una recente intervista alla Bbc infatti, la riapertura in Italia dovrà essere graduale per evitare una recrudescenza dei contagi: “Gli esperti hanno confermato che la curva dei contagi sta rallentando in Italia ma non possiamo passare da un lockdown a liberalizzare tutte le attività, deve essere un passaggio graduale”.

Tuttavia, sempre secondo Conte: “Potremmo iniziare ad allentare alcune misure già dalla fine di questo mese”, facendo in modo che già dal 13 aprile possano riprendere a lavorare le attività legate ai settori del manifatturiero, della meccanica, della farmaceutica e della filiera agroalimentare. I cittadini dovranno però rimanere in casa ancora per un po’ di tempo, al fine di scongiurare un nuovo innalzamento del picco dei contagi.