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Coronavirus: banche centrali pronte a nuovi tagli?

Chiara Merico
Coronavirus: banche centrali pronte a nuovi tagli?

Secondo Andreas Billmeier di Western Asset (affiliata Legg Mason) è probabile che anche gli altri istituti centrali seguano l’esempio della Fed, ma con tempistiche più lente

Dopo la mossa decisa della Federal Reserve, che martedì 3 marzo ha tagliato il target range dei fed funds di 50 punti base, gli investitori si chiedono quanto sia probabile che le altre banche centrali seguano la mossa della Fed. “Abbastanza, ma probabilmente con meno fretta”, è la risposta di Andreas Billmeier, sovereign research analyst di Western Asset, affiliata Legg Mason.

NO REAZIONE A CATENA

Al momento, spiega l’esperto, “da questo punto di vista non si è registrata una reazione a catena tipica delle situazioni d’emergenza. Certo, è probabile che presto molte altre banche centrali taglieranno i tassi d’interesse, incluse quelle di molti mercati emergenti”. Secondo Billmeier, dal momento che lo shock economico causato dal Covid-19 è considerato almeno in parte uno shock sul lato della domanda, “un allentamento della politica monetaria può essere una mossa corretta, e spesso i tagli della Fed hanno portato tagli anche da parte di altre banche centrali. Detto ciò, ci sono buone probabilità che la maggior parte delle banche centrali europee attenderanno che si tengano i loro meeting previsti (Bce: 12 marzo; Banca d’Inghilterra: 26 marzo) prima di annunciare nuove misure”.

BANCA D’INGHILTERRA LA PRIMA IN LISTA

“Assumendo che anche le banche centrali europee vedano l’epidemia come un fenomeno contro cui debbano fare qualcosa – il che è probabile, anche per ragioni di comunicazione – riteniamo che la Banca d’Inghilterra (Boe) abbia più probabilità della Bce di tagliare i tassi d’interesse, semplicemente perché è in una condizione più favorevole per farlo”, spiega Billmeier.

PER LA BCE MENO MARGINE DI MANOVRA

La Bce ha meno margine di manovra, per due motivi: il primo “è che il tasso sui depositi è già in territorio negativo; il secondo è che, una volta effettuato il taglio ‘emergenziale’, rialzare i tassi senza innescare un’agitazione del mercato richiederà uno sforzo comunicativo notevole”, sottolinea l’esperto, secondo cui è più probabile che “l’istituto di Francoforte guardi di più all’impatto indiretto del rallentamento dell’attività economica e, per esempio, assicuri un livello di liquidità appropriato al sistema bancario e ai bilanci aziendali. In altre parole, è più probabile che si decida una qualche sorta di iniezione di liquidità piuttosto che un taglio dei tassi d’interesse. Ci sembra insomma improbabile un taglio dei tassi senza altre misure a sostegno della liquidità”.

Mossa Fed azzardata, forse ha sprecato munizioni

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SE LA BCE TAGLIA LE ALTRE BANCHE CENTRALI LA SEGUIRANNO

Se la Banca centrale europea dovesse tagliare i tassi, l’aspettativa di Billmeier è che “anche diversi altri istituti del continente ne seguiranno le orme: la Svizzera, ma anche la BoE e altre banche centrali del Nord e del Centro Europa”. Per l’esperto non è invece in vista un intervento degli istituti bancari nel mercato azionario, principalmente “perché il ruolo che questo gioca nel meccanismo di trasmissione delle politiche monetarie è molto meno forte rispetto agli Stati Uniti, dove un calo del 10% comporta un inasprimento considerevole delle condizioni finanziarie”.

FOCUS SULLA POLITICA FISCALE

A parere di Billmeier, “il focus in Europa sarà la politica fiscale. Abbiamo già visto che l’Italia sta per varare diverse misure di stimolo. Se adottate, riteniamo che questi provvedimenti potrebbero avere un buon effetto moltiplicatore della crescita e risultare efficaci. Inoltre, a livello europeo è probabile che verrà messo in atto uno sforzo coordinato, in particolare dopo il summit previsto verso fine marzo e che potrebbe portare un piccolo ma congiunto stimolo fiscale”.