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Coronavirus, Barbagallo: dialogare, ma sciopero se necessario

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Roma, 23 mar. (askanews) - In questa fase la "priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. Pertanto, "in coerenza con il sacrosanto mantra 'io resto a casa', noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa". Lo dice il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, che chiede "semplicemente coerenza e, come sempre succede per un sindacato, per dare forza alle nostre richieste in questo momento in difesa della salute di tutti, se fosse necessario far rispettare questa coerenza, in alcune realtà potranno essere messe in atto forme di mobilitazione". Tuttavia, "responsabilmente e soprattutto in questo drammatico momento continuiamo a credere che la via maestra resti sempre quella del dialogo e del confronto. Ecco perché - prosegue - chiediamo un incontro urgente al Governo per verificare insieme quali sono gli spazi per ampliare e garantire la protezione dei lavoratori, dei pensionati e di tutti i cittadini". Il decreto di ieri sera rappresenta un "passo avanti - aggiunge - ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese". Inoltre, il protocollo del 14 marzo "non è stato ancora compiutamente attuato in tutti i luoghi di lavoro - denuncia Barbagallo - e, dunque, la sicurezza non è sufficientemente garantita dappertutto. Peraltro, anche lì dove si svolgono servizi, spesso, da eroi, come nella sanità, nella protezione civile, nella sicurezza pubblica, o essenziali, come per esempio nelle filiere agroalimentare e farmaceutica, solo per citare quelle necessarie alla sopravvivenza, non sempre la sicurezza è assicurata". Secondo il numero uno della Uil "per questi lavoratori chiediamo che sia aumentato significativamente il bonus già previsto dal Governo. Ebbene, se non stringiamo tutte le maglie lì dove è possibile, anche quelle attività davvero imprescindibili vengono messe a rischio e le ripercussioni sull'intero Paese possono diventare drammatiche".