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Coronavirus, Boccia: "Risorse siano tempestive, no blocchi su procedure"

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"Occorre dare atto al governo e ai ministri Gualtieri e Patuanelli di aver fatto un lavoro importante anche in chiave di risorse. Il punto non sono le risorse che dipenderanno dalla durata di questa emergenza sanitaria ed economica ma la possibilità reale che esse arrivino davvero e tempestivamente al mondo dell'economia del Paese. Anche su questo il governo ha dato rassicurazioni". Lo afferma il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia in una intervista al 'Mattino'. 

Ma da più parti, è fatto notare, emergono dubbi sulle modalità attuative del decreto, ad esempio sui tempi delle banche nell'esaminare le istanze e su quelli di Bruxelles per l'ok Ue. Dubbi fondati? "Dubbi legittimi ma pensiamo che le banche siano strutturate per le loro istruttorie. Se vogliamo davvero trasformare le preoccupazioni delle imprese, degli imprenditori e dei lavoratori, in speranze e certezze occorre semplificare, essere consapevoli che stiamo vivendo una fase di grande emergenza" replica Boccia.  

"Non possiamo lavorare con le vecchie regole, siamo nel pieno di una economia di guerra. Nel Dopoguerra, se avessimo avuto le regole attuali, a partire da Basilea, non saremmo mai diventati la seconda manifattura d'Europa e una delle potenze economiche mondiali. Per essere veloci, il Fondo di garanzia da attivare non deve bloccarsi sulle procedure - questo vale per le piccole, le medie e le grandi imprese- né avere imbuti a livello centrale", sottolinea. 

Promosse le prime misure assunte a Bruxelles, "come voto darei un 7". "Intanto - spiega - comincia ad esserci una consapevolezza in chiave europea, perché non è solo una questione italiana ma europea. Occorre avere chiaro di combattere due guerre, una al virus e una per evitare che la recessione, che purtroppo subiremo, non diventi depressione".  

"La consapevolezza in chiave europea, grazie anche all'asse franco-italiano-spagnolo, comincia a dare un primato alla politica europea perché si è passati in questi giorni dal dibattito sugli strumenti a quello sui fini, cioè cosa dobbiamo fare e quindi su strumenti e risorse" da qui "il Mes senza condizioni e gli eurobond". 

"Abbiamo tre fasi davanti a noi - continua Boccia - garantire liquidità a imprese europee e italiane; cominciare a pensare a come riaprire compatibilmente con le indicazioni della comunità scientifica; compensare con una forte operazione di investimenti pubblici europei la domanda privata che ripartirà gradualmente. Gli eurobond serviranno per una massiva operazione di investimenti pubblici, i fondi del Mes serviranno per governare la sopravvivenza economica di fondamentali economici europei e il fatto che la politica europea inizi a prenderne consapevolezza è sicuramente importante". 

"Non dobbiamo commettere errori. Se vogliamo - e dobbiamo - recuperare lo spirito di coesione, di unità nazionale, di comunità che in questa fase difficile stiamo vivendo, occorre insieme ai sindacati e alle forze politiche, al governo e alla comunità scientifica, lavorare sin da ora per immaginare, sognare e costruire le precondizioni e gli strumenti per entrare nelle fasi due e tre". Boccia sottolinea infatti che "non esiste una Confindustria del Nord. Siamo molto uniti e compatti sulla questione nazionale" e i "colleghi di alcune regioni del Nord hanno espresso le preoccupazioni di tutto il nostro mondo". "Servono misure per tutta l'economia. Fase uno: sopravvivenza del sistema economico attraverso l'immediata liquidità di breve, ciò che - spiega Boccia - si sta facendo, ed eventualmente implementarla se dovesse servire. Fase due: graduali riaperture - prosegue Boccia - con tutte le garanzie per affrontare e vincere la guerra contro i contagi e la recessione affinché non diventi depressione. Fase tre: compensare con massivi investimenti pubblici la graduale ripresa della domanda privata", sottolinea.