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Coronavirus, ci sarà una patrimoniale per uscire dalla crisi?

Coronavirus, ci sarà una patrimoniale per uscire dalla crisi?

Quando i soldi scarseggiano e servono con urgenza, lo “spettro” della patrimoniale è il primo a tornare ad aleggiare sulle tasche dei contribuenti. Una sorta di “tasto rosso” che lo Stato si tiene a disposizione di fronte a un’emergenza, in periodi eccezionali come, ad esempio, in caso di conflitti bellici o catastrofi economiche.

E proprio in questo periodo di grave difficoltà, causato dalla pandemia da COVID-19, tra i risparmiatori italiani serpeggia il timore di un’imposta patrimoniale. Coi provvedimenti adottati dal Governo, di contenimento all’epidemia e in aiuto di persone e imprese, molti sono convinti che il nostro debito pubblico facilmente supererà il 150% del prodotto interno lordo.

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Cos’è la patrimoniale

La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio, sia mobile che immobile: denaro, case, azioni, valori preziosi, obbligazioni. Può colpire sia le persone fisiche, sia quelle giuridiche. Può essere fissa o variabile.

Nel primo caso, viene versata indistintamente da tutti i contribuenti per lo stesso importo. Nel secondo, varia in funzione del patrimonio dei contribuenti. Inoltre, può essere “straordinaria”, vale a dire applicata una sola volta e senza alcuna periodicità, o periodica, quando viene invece versata con cadenza regolare. Si parla di imposta e non di tassa patrimoniale perché è corrisposta non a fronte di un servizio ricevuto ma per servizi che lo Stato o gli Enti pubblici corrispondono alla collettività nel tempo.

I fautori della patrimoniale sostengono che sia uno strumento di “giustizia sociale”: in tempi di crisi chiede un sacrificio straordinario ai più ricchi per aiutare chi, altrimenti, non ce la farebbe ad andare avanti. Per i contrari, invece, è ingiusta perché tassa per una seconda volta il patrimonio che, generalmente, è stato accumulato attraverso redditi già assoggettati a prelievo fiscale. 

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Un tabù tutto italiano

A differenza della Germania e di molti altri Stati europei, in Italia la parola “patrimoniale” spaventa risparmiatori ed eredi. Quasi tutte le forze politiche si affannano a rassicurare i cittadini, in quanto elettori, che non vi sarà nessuna imposta del genere. Mentre i sostenitori di questa misura sono certi che tassando il patrimonio, invece che il reddito, farebbe venire alla luce i furbi del 740: coloro che dichiarano poco o nulla ma posseggono molto o moltissimo.

Ma in cosa consisterebbe una tassa patrimoniale in Italia? L’Italia ha all’attivo quasi 10mila miliardi di euro di ricchezza accumulata, in forma perlopiù di fabbricati, terreni, investimenti finanziari, risparmi liquidi e altri beni. Nel complesso, valgono 5,5 volte il Pil. Tanto per farsi un’idea, imponendo un’aliquota orizzontale dell’1% troveremmo, in teoria, i 100 miliardi che servirebbero nei prossimi mesi per affrontare l’emergenza.

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Monti torna a parlare di patrimoniale

“Governare, per me, significa dire la verità ai partiti e ai cittadini, anche quando questo significa prendere misure impopolari”. Mario Monti, sulle pagine di Repubblica, è tornato a parlare di patrimoniale e si è espresso anche sull’operato del governo Conte in piena emergenza coronavirus.

"Non voglio essere quello che dice sempre che ci vuole una patrimoniale, anche perché, a differenza di altri che ne parlano, una volta l’ho fatta. Ma l’Italia senza dubbio dovrà arrivare a un momento di verità in cui affrontare il tema di un debito che sarà cresciuto in modo consistente".

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Da questo punto di vista anche la lotta all’evasione va intensificata. Nel decreto Salva Italia a fine 2011 introducemmo la totale trasparenza dei conti bancari per l’autorità fiscale, ma solo un anno fa lo strumento informatico che permette al Fisco di vedere i conti è stato attivato. Non so se questo ritardo di sette o otto anni fosse proprio necessario", ha commentato Monti.

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Cosa propone il Pd

Ciò che invece propone il Partito Democratico è la Covid-Tax, formula subito bocciata dai pentastellati ma anche dall’opposizione. Si tratterebbe di una specie di “contributo di solidarietà" per gli anni 2020 e 2021 "a carico dei redditi più elevati, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di povertà a causa della crisi o in situazioni di grave difficoltà per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori autonomi".

Il prelievo, nella formula pensata dai Dem, graverebbe sulla parte di reddito eccedente gli 80mila euro, sarebbe progressivo, deducibile e variabile tra un importo di ​alcune centinaia di euro per le soglie più basse fino ad alcune decine di migliaia di euro per i redditi superiori al milione. Il gettito atteso sarebbe pari a 1,3 miliardi di euro annui.

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Le altre proposte

In questi giorni esponenti di varie forze politiche si sono scatenati avanzando soluzioni di vario genere: c’è chi propone di dare in pegno i palazzi pubblici, come il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, e chi invece pensa, in maniera più precisa, all’introduzione di una vera e propria imposta patrimoniale.

“Se mi chiedono di pagare una patrimoniale, io lo faccio, credo sia giusto. Chi più ha più deve dare. Si tratta di un criterio giusto di proporzionalità”, ha detto il parlamentare dell’Unione di centro Pier Ferdinando Casini. Con lui si è subito dichiarato “perfettamente d’accordo” il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Ancora più chiaro il leader delle Sardine, Mattia Santori, che per rispondere all’emergenza coronavirus propone “una patrimoniale dell’1% in tutta l’Unione europea, un patto di solidarietà: se lo chiamassero prestito di solidarietà le persone sarebbero meno reticenti”.

Anche il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, si avvicina a queste misure, proponendo un reddito di cittadinanza universale da finanziare con la tassazione delle “grandi fortune” e rivedendo le imposte sui redditi di capitale.

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C’è chi dice NO

Secondo il parere di altri nomi eccellenti della politica, dell’economia e della finanza italiana, un prelievo brutale e generalizzato rischierebbe, al contrario, di strozzare la ripresa economica sul nascere, facendo crollare la fiducia necessaria, come hanno sottolineato l’ex ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, e il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, il quale afferma: “Una patrimoniale? Sarebbe un errore clamoroso perché la gente prenderebbe ancor più spavento. I consumi crollerebbero in maniera ancora più drammatica”.

"Se sono favorevole o no a colpire i redditi più alti in questo momento di emergenza? Ad ora non c'è nessuna patrimoniale in vista, anche se Graziano Delrio ha detto che non era una patrimoniale, l'aveva ideata in un'altra maniera questa proposta di legge. No, non andrei in questa direzione”, ha spiegato in questi giorni il presidente della Camera, Roberto Fico.

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“Siamo sospettosi rispetto a una patrimoniale fatta a misura dei padroni – ha tuonato Marco Rizzo del Partito Comunista - Come sappiamo, i grandi monopoli sfuggono sempre a ogni forma di tassazione. Quindi la patrimoniale fatta da loro, temiamo, si risolverà in una grande mazzata sulle spalle dei piccoli proprietari e dei lavoratori che hanno lavorato una vita per farsi una casa, per mettere via qualche soldo. Infatti già parlano di mobilitare il piccolo risparmio che oggi, giustamente, sta nascosto nei piccoli depositi. Vorranno mettere le mani anche su quello, o allettando con Buoni del Tesoro, o con prelievi forzosi. La patrimoniale che farebbe il Partito Comunista sarebbe di segno completamente diverso, cominceremmo con Amazon per finire con Agnelli e Benetton”.

Anche i renziani si dissociano con forza: “Le tasse vanno diminuite, non aumentate. Parlare di patrimoniale per chi guadagna 3.500 euro al mese è assurdo. Il Pd è sempre di più il partito delle tasse”, ha scritto su Twitter il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.

“Per noi la patrimoniale è un furto e lo impediremo con ogni mezzo”, ha attaccato sui social la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Mentre il senatore leghista Matteo Salvini, su Facebook, ha scritto: “Il Pd dichiara che ci vuole una tassa patrimoniale sugli Italiani: questi sono matti! Li fermeremo, promesso”.