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Coronavirus, Cipolletta (Aifi): in 2020 caduta Pil 5% o oltre -2-

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Milano, 23 mar. (askanews) - Quanto al "mood" degli associati ad Aifi in questo difficile momento, Cipolletta ha riportato che "da un lato c'è forte preoccupazione per la tenuta delle società partecipate, in particolare per le decisioni sulla chiusura delle imprese. Poi, giustamente, il governo ha varato una norma che tiene conto delle filiere, dando alle imprese la possibilità di fare una autodichiarazione al Prefetto per dire cosa stanno producendo e a chi sono destinati questi prodotti e poi il Prefetto potrà, se vorrà, verificare".

"Dall'altro lato - ha aggiunto - si stanno cercando di tutti i sistemi per dare liquidità alle imprese. Oggi la preoccupazione è questa: assicurare liquidità. Non si interrompe magari l'attività però ci sono sicuramente ricadute".

E' dunque "probabile" secondo Cipolletta, che una parte della disponibilità dei fondi possa essere impiegata per garantire "liquidità e non per operazioni di crescita". La raccomandazione di Aifi "è che i fondi guardino alle imprese, per evitare credit crunch e difficoltà nelle operazioni di tesoreria. Direi che la Bce stia cercando di evitare che ci siano fasi credit crunch e direi anche che investirà e quindi mi auguro che presto si torni in una situazione di normalità relativa e non ci siano problemi di funding per i nostri associati".

Riguardo, infine, a eventuali possibili paragoni tra la crisi attuale e del 2008, Cipolletta ha sintetizzato le differenze: "La crisi del 2008 è stata una crisi finanziaria nata dal sistema bancario e propagata all'economia reale successivamente, toccando prima le grandi imprese e poi a valle le piccole e infine lavoratori autonomi. Questa è una crisi inversa: è nata dal sottobosco delle imprese e del lavoro precario e si è trasferita alle medie e poi alle grandi imprese e poi al sistema finanziario e bancario".

"Questa crisi è l'opposto di quella di allora, la vediamo subito in termini di caduta di produzione e di Pil e poi in termini di sistema finanziario e bancario. Mentre in quella del 2008 era necessario provvedere immediatamente a far fronte alla crisi delle banche e per non propagarla all'economia reale, oggi è l'inverso, bisogna dare soldi per evitare che ci sia chi perde il salario giornaliero per evitare che si arrivi pii a ricadute sul sistema bancario", ha aggiunto.

"Se le misure del governo, come mi sembra, risultano efficaci, la crisi potrebbe portare a un rimbalzo nel 2021. Ovviamente, con grossi debiti pubblici che saranno cresciuti. Dobbiamo far sì che il sistema produttivo non venga danneggiato in maniera irreparabile, in modo che quando ci sarà il rimbalzo le imprese ne possano approfittare". Bisogna, insomma, ha concluso Cipolletta, far di tutto perchè le imprese, possano "perlomeno sopravvivere", anche se poi i segni di questa crisi rimarranno "a lungo".