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Coronavirus, Coldiretti: 37% export alimentare varca confini Ue

Mlp

Roma, 17 mar. (askanews) - Varca i confini dell'Unione Europea più di un terzo (37%) dell'export agroalimentare Made in Italy per un valore superiore a 16,3 miliardi di euro, in aumento del 13% nel 2019. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della chiusura delle frontiere esterne dell'Unione Europea che non deve ostacolare pero' la circolazioni delle merci.

Il principale cliente del Made in Italy fuori dai confini comunitari - sottolinea la Coldiretti - sono di gran lunga gli Stati Uniti con un valore di 4,7 miliardi nonostante l'applicazione dei dazi. Il prodotto piu' esportato - precisa la Coldiretti- è il vino ma vanno forti anche i formaggi, i salumi, l'olio di oliva e l'ortofrutta. La tenuta delle esportazioni è importante dopo la campagna di disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale che ha portato alcuni Paesi - denuncia la Coldiretti - a richiedere addirittura insensate certificazioni sanitarie "virus free" su merci alimentari provenienti dall'Italia che ha portato addirittura il Ministero degli Esteri ad aprire un indirizzo di posta elettronica (coronavirus.merci@esteri.it) dove segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani. In questo contesto - sottolinea la Coldiretti - è stato positivamente accolto il nostro appello a garantire la libera circolazione delle merci all'interno dell'Unione Europea con il blocca alle frontiere a causa dei limiti posti da un numero crescente di Paesi europei. Nelle linee guida presentate dalla Commissione agli Stati membri sulle misure di gestione delle frontiere connesse alla salute nel contesto dell'emergenza COVID-19 si sottolinea infatti che - precisa la Coldiretti - "la libera circolazione delle merci e fondamentale" e "ciò è particolarmente cruciale per i beni essenziali come le forniture alimentari e le forniture mediche e protettive" e per questo "le misure di controllo non dovrebbero causare gravi interruzioni delle catene di approvvigionamento dei servizi essenziali di interesse generale e delle economie nazionali e dell'economia dell'UE nel suo insieme". "Si tratta di un pronunciamento fortemente atteso dopo che le decisioni unilaterali di molti Stati Membri hanno pregiudicato le consegne all'estero con gravi danni soprattutto per prodotti alimentari deperibili" ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alle difficoltà poste in molti confini, dal Brennero dell'Austria fino alla Slovenia.