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Coronavirus, Coldiretti: attenzione a non bloccare filiera cibo

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Roma, 24 mar. (askanews) - Dai mezzi agricoli ai macchinari per le stalle e i loro ricambi, dai carburanti ai lubrificanti, dalla plastica per le serre al filo per la legatura delle piante, dai materiali di pulizia e sanificazione agli indumenti di lavoro, dai mangimi alle sementi, dai concimi ai fitofarmaci, dalle bottiglie ai tappi, dai vasetti ai barattoli e tutti gli altri imballaggi per gli alimenti. "Sono solo alcuni settori ai quali va assicurata la continuità produttiva per non fermare l'agroalimentare nazionale ed evitare di lasciare vuoti gli scaffali dei supermercati". E' quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in merito alla necessità di mantenere aperte le attività strategiche del Paese.

"Con le crescenti difficoltà alle frontiere, l'approvvigionamento alimentare degli italiani nei supermercati - sottolinea la Coldiretti - è assicurato dall'agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi. Occorre mantenere le condizioni per il lavoro di oltre tre milioni di italiani che continuano ad operare nella filiera alimentare".

Una realtà che allargata dai campi agli scaffali - evidenzia la Coldiretti - vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000).