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Coronavirus: Coldiretti, sos frutta dopo +25% export in cina

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Roma, 4 feb. (askanews) - Il clima recessivo provocato dall'emergenza coronavirus si estende dai mercati finanziari a quelli delle materie prime fino al commercio reale con una brusca frenata delle esportazioni di frutta e verdura fresca Made in Italy che avevano fatto segnare in Cina il record storico con un balzo nel 25% grazie alla progressiva apertura del gigante asiatico. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle proiezioni su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2019 divulgata al Fruit Logistica di Berlino la principale fiera internazionale di settore dove è presente il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini per incontrare gli operatori italiani, i più presenti all'evento che temono la tempesta perfetta fra Brexit, embargo russo e dazi Usa.

I vincoli ai trasporti per cercare di contenere il contagio - sottolinea la Coldiretti - si stanno riflettendo anche sulla logistica delle merci con incertezze e ritardi che impattano sugli scambi commerciali soprattutto per i prodotti deperibili in crescita come la frutta e verdura. Una minaccia soprattutto - continua la Coldiretti - per il boom delle esportazioni di kiwi e degli agrumi Made in Italy dopo l'apertura lo scorso anno per la prima volta delle frontiere cinesi grazie agli accordi sulla via della seta. Al momento per quanto riguarda la frutta fresca - evidenzia la Coldiretti - l'Italia può infatti esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le pere, oggetto di uno specifico negoziato, solo al termine del quale si inizierà a discutere di mele (la Cina affronta un solo dossier alla volta).(Segue)