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Coronavirus, Coldiretti: vola il prezzo del grano, balzo del 7,4%

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Roma, 21 mar. (askanews) - Il prezzo del grano ha fatto registrare alla borsa merci di Chicago un balzo record del 7,4% nella chiusura di settimana, in piu' grande incremento da maggio 2019, per le effetto dell'aumento nella domanda mondiale di pasta e pane a seguito dell'emergenza Coronavirus. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle quotazioni al mercato future del Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole.

Gli effetti della pandemia - sottolinea la Coldiretti - si trasferiscono dunque dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l'oro fino alle produzioni agricole la cui disponibilità è diventata strategica.

L'aumento delle quotazioni del grano, che è il prodotto più rappresentativo dell'alimentazione nei Paesi occidentali, è - sottolinea la Coldiretti - solo la punta dell'iceberg dell'andamento in atto sul mercato di cibi e bevande a livello globale come dimostra il fatto che anche in Asia i prezzi del riso in Thailandia sono saliti al valore massimo dall'agosto 2013.

Una tendenza che è confermata anche in Italia dove si è registrato nell'ultima settimana un aumento del 65% degli acquisti di pasta del 185% degli acquisti di farina che sono quindi praticamente triplicati con il boom di pane, pasta e dolci fatti in casa per le famiglie italiane costrette a rimanere tra le mura domestiche, secondo una analisi ella Coldiretti su dati Nielsen.

Il grano resta tuttavia - precisa la Coldiretti - la coltivazione più diffusa in Italia con circa trecentomila agricoltori impegnati e la produzione potrebbe notevolmente aumentare per puntare anche all'autosufficienza.

L'Italia è prima in Europa e seconda nel mondo nella produzione di grano duro destinato alla pasta con una stima di 1,2 milioni di ettari seminati nel 2020 in aumento dello 0,5% con una produzione attorno ai 4,1 miliardi di chili ma forte è l'importazione dall'estero (pari a circa 30% del fabbisogno) con ben 793 milioni di chili in aumento del 260% arrivati dopo l'accordo Ceta dal Canada dove non si rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese a partire dall'utilizzo dell'erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole.

Le previsioni di semina del grano tenero per 2020 - conclude la Coldiretti - sono invece di 536.000 ettari circa rispetto ai 530.000 del 2019 con una produzione 2,73 miliardi di chili con le importazioni che arrivano in questo caso al 70% del fabbisogno totale.