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##Coronavirus: come funziona "Sure", cassa integrazione dell'Ue

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Bruxelles, 2 apr. (askanews) - "Sure" (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) è una proposta di regolamento del Consiglio Ue "che stabilisce uno strumento per il sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione nell'emergenza a seguito dell'epidemia del Covid-19", varata a Bruxelles dalla Commissione europea e destinata a finanziare i vari meccanismi simili alla Cassa Integrazione italiana, che quasi tutti gli Stati membri stanno utilizzando per affrontare il "lockdown" contro la propagazione del virus.

Il programma fornirà agli Stati membri che ne faranno richiesta (si calcola che saranno meno di 15) dei prestiti di lungo termine (almeno 10 anni) a tassi d'interesse molto bassi, per un ammontare fino a 100 miliardi di euro in totale, con garanzie per 25 miliardi che dovrebbero essere fornite da tutti i paesi dell'Ue, con quote proporzionali al loro reddito lordo nazionale.

Le misure finanziate riguarderanno non solo i lavoratori dipendenti, ma anche quelli autonomi, secondo i meccanismi esistenti nei diversi Stati membri. La Commissione raccoglierà sul mercato i capitali per erogare i prestiti con un'emissione comune di obbligazioni (bond).

Come ha spiegato il direttore generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea Marteen Verwey durante un briefing tecnico teletrasmesso da Bruxelles, gli Stati membri che ne faranno richiesta potranno beneficiare dei bassi tassi di interesse che la Commissione può spuntare sui mercati grazie al suo rating tripla A. Per accedere ai crediti non è prevista alcuna condizionalità, a parte quella della destinazione dei fondi alla copertura delle spesa pubblica nazionale per finanziare i loro meccanismi di cassa integrazione.

I finanziamenti si aggiungeranno a quelli del Fondo sociale europeo (Fse) già previsto dal bilancio Ue, che però da solo non basterebbe; anche perché l'attuale quadro finanziario comunitario 2014-2020 è ormai nel suo ultimo anno, e comunque dispone solo di 100 miliardi di euro per tutto il periodo di sette anni. Di qui la necessità di aggiungere i 100 miliardi di "Sure" e di fornire le garanzie addizionali di 25 miliardi.

La proposta di regolamento prevede che ogni anno non potrà essere rimborsato più del 10% del debito, e questo significa che la maturità dei prestiti dovrebbe essere di almeno 10 anni.

Va notato che, a norma dei Trattati Ue, la Commissione deve chiudere i propri bilanci annuali in pareggio, e non può dunque indebitarsi sui mercati per finanziarli. Nulla esclude, tuttavia, che la Commissione possa emettere obbligazioni per finanziare dei prestiti agli Stati membri. "Abbiamo la piena garanzia che non ci saranno implicazioni per il 'financial outlook' del bilancio Ue", ha affermato Verwey.

Altro punto importante, è che la spesa degli Stati membri che utilizzeranno i fondi del programma "Sure" sarà contabilizzata statisticamente nel deficit, e quindi nel debito pubblico di questi paesi; ma, ha puntualizzato ancora Verwey, "siamo perfettamente consapevoli della situazione molto speciale" dovuta alla crisi del Covid-19, "e del fatto che è stata attivata la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità", che ne sospende le prescrizioni riguardo al risanamento dei bilanci. Inoltre, ha continuato il funzionario della Commissione, "anche quando finirà il periodo di sospensione del Patto di stabilità, ne applicheremo le disposizioni con buon senso, tenendo conto di questa situazione molto speciale". In altre parole, "queste spese saranno contabilizzate nel deficit, ma non avranno implicazioni ai fini del rispetto del Patto di Stabilità".

La stima riguardo al numero dei paesi (15) che potrebbero chiedere di beneficiare dei prestiti del programma "Sure" dipende dal fatto che gli altri Stati membri, quelli finanziariamente più solidi, non ne avrebbero bisogno, perché sono comunque in grado di spuntare interessi molto bassi sul mercato con i propri titoli di Stato, ha spiegato ancora Verwey. In altre parole, paesi con la tripla A come la Germania e l'Olanda metteranno la loro quota per le garanzie, ma non avranno interesse a usufruire di questo strumento.

Il regolamento dovrà essere approvato dai ministri finanziari del Consiglio Ue a maggioranza qualificata, ma il programma "Sure" potrà essere attivato solo quando tutti gli Stati membri avranno messo a disposizione la loro quota delle garanzie, che dovranno essere "credibili, irrevocabili e richiamabili", sottoforma di capitale sottoscritto ma non versato ("paid in").

Nonostante sia sufficiente la maggioranza qualificata, insomma, "bisogna che tutti i paesi Ue si impegnino" per le garanzie, ha avvertito Verwey. Comunque, ha concluso, "abbiamo avuto contatti con tutti gli Stati membri, e siamo abbastanza fiduciosi".