Italia markets open in 2 hours
  • Dow Jones

    30.046,24
    +454,97 (+1,54%)
     
  • Nasdaq

    12.036,79
    +156,15 (+1,31%)
     
  • Nikkei 225

    26.366,74
    +201,15 (+0,77%)
     
  • EUR/USD

    1,1902
    +0,0006 (+0,05%)
     
  • BTC-EUR

    15.852,80
    -174,17 (-1,09%)
     
  • CMC Crypto 200

    373,68
    +3,93 (+1,06%)
     
  • HANG SENG

    26.697,24
    +109,04 (+0,41%)
     
  • S&P 500

    3.635,41
    +57,82 (+1,62%)
     

Coronavirus, Confcommercio: dpcm in Lombardia costerà 860 mln-mese

Red-Asa
·2 minuto per la lettura

Milano, 26 ott. (askanews) - La stretta anti Covid introdotta dall'ultimo dpcm costerà 860 milioni di euro al mese, soltanto ai pubblici esercizi della Lombardia. La stima è dell'Ufficio Studi della Confcommercio milanese per Confcommercio Lombardia. L'obbligo di chiusura alle 18, sottolinea Confcommercio Lombardia in una nota, impatterà "in maniera disastrosa sui bilanci di ristoranti, bar, pub e pubblici esercizi di tutta la regione. Significa mettere in ginocchio attività che stanno già subendo un crollo per il pranzo dovuto allo smart working e all'assenza del turismo internazionale, e che ora non possono lavorare neppure per la cena. Di fatto, per il settore, si tratta quasi di un lockdown". Secondo l'associazione un bar che lavora principalmente per l'aperitivo e la sera, perderà il 95% dei ricavi, mediamente oltre 25 mila euro al mese. Un ristorante vedrà sparire l'85% dei ricavi, in media 35 mila euro ogni mese. In totale, i bar che in Lombardia concentravano l'attività dopo le 18 perderanno 190 milioni, i ristoranti 638 milioni. La perdita per gli esercizi che lavorano principalmente di giorno è invece di 33 milioni. Il settore, rileva Confcommercio Lombardia, in Lombardia dà lavoro oltre 150 mila addetti. A soffrire per la stretta normativa, ricorda Confcommercio Lombardia, saranno più settori del terziario lombardo già duramente provato. Pesantemente colpiti dalle nuove limitazioni gli impianti sportivi e gli esercizi di commercio al dettaglio posti all'interno delle gallerie dei centri commerciali, ora costretti a chiudere nel weekend per l'ordinanza regionale. Occorre, inoltre, considerare le spese sostenute per la sanificazione e messa in sicurezza dei locali. Si tratta di 1.500 euro in media per un pubblico esercizio e di oltre 2.000 euro al mese per altre attività come le palestre e gli impianti sportivi. "Tutte queste imprese - prosegue Confcommercio Lombardia - hanno sostenuto spese su spese per adottare le misure di sicurezza e ora vengono costrette a chiudere, di nuovo. Un controsenso che, in un colpo solo, polverizza centinaia di milioni". Per Confcommercio Lombardia gli aiuti alle categorie colpite devono arrivare il prima possibile. "È finito il tempo degli annunci: i ristori a fondo perduto devono essere sostanziosi e, con le moratorie creditizie e fiscali, devono arrivare subito o assisteremo ad un disastro con il crollo definitivo di interi settori" conclude.