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Coronavirus, Confidustria: stop versamenti fiscali e contributivi

Mlp

Roma, 26 mar. (askanews) - Confindustria, pur apprezzando i primi interventi messi in campo dal governo, chiede "a gran voce un passo in più". In attesa che arrivi un flusso di liquidità, vitale per la continuità aziendale, "occorre sospendere immediatamente per tutte le imprese, a prescindere dalle soglie di fatturato, i versamenti fiscali e contributivi di prossima scadenza". E' quanto si legge nella memoria sul Dl Cura Italia depositata da Confindustria in Senato

Resta, infatti, "urgente evitare che il fermo della domanda provochi una crisi di liquidità delle imprese, perché a fronte di spese indifferibili (tra cui quelle per imposte e contributi) le mancate entrate prodotte dalla compressione dei fatturati potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere produttive. Si pensi, per citare un caso, al comparto turistico-alberghiero, dove la chiusura o l'azzeramento delle attività nelle strutture ricettive e nel campo della ristorazione ha effetti negativi sull'intera filiera, ad esempio sulle lavanderie industriali".

Inoltre, "per tener conto delle difficoltà che le imprese affronteranno - anche nella fase post emergenziale - nel recuperare la loro ordinaria operatività, suggeriamo una revisione delle modalità di versamento rateale di tributi e contributi previdenziali sospesi a causa dell'emergenza, con una possibile dilazione in 7 rate mensili, fino al mese di novembre, garantendo l'integrale versamento entro l'anno di bilancio 2020".

Non solo: "in un'ottica di lungo periodo e in via strutturale, dobbiamo pensare alla possibilità di accordare alle imprese - che in conseguenza dell'emergenza verranno a trovarsi in condizioni di comprovata difficoltà - dilazioni straordinarie dei debiti tributari, in un maggior spazio temporale rispetto a quello vigente, senza applicazione di sanzioni e senza azionare i meccanismi di riscossione coattiva".

Il sostegno immediato alla liquidità di tutte le imprese sul territorio nazionale può essere declinato anche con un innalzamento dagli attuali 700 mila a 1 milione di euro del tetto massimo per le compensazioni dei crediti di imposta.

Un ulteriore profilo di attenzione è costituito dalle imposte sugli immobili: sarebbe ragionevole, in questa fase, disporre una riduzione della base imponibile dell'IMU per i fabbricati utilizzati dalle imprese che svolgono le attività interdette dai provvedimenti dell'Autorità pubblica (es. imprese culturali, concessionari dei servizi museali e organizzatori di mostre, settore cinematografico e audiovisivo, settore dei giochi e dell'intrattenimento, servizi ricreativi, bar e ristoranti).

Inoltre, "tenuto conto delle misure di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica introdotte con i DPCM che si sono succeduti nel tempo, e del grave impatto che le stesse, sebbene necessarie, stanno avendo sulle attività produttive, è fondamentale mettere in atto ulteriori misure volte a prevedere proroghe e sospensioni dei termini previsti per ottemperare a specifici oneri e adempimenti che, allo stato, non possono essere assolti e la cui inosservanza, come è noto, può comportare gravi conseguenze, dalle sanzioni pecuniarie fino alla sospensione completa dell'attività".