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Coronavirus, cosa rischia chi viola i divieti

Nonostante il decreto che impone l’obbligo di restare a casa salvo comprovate e gravi motivazioni di salute, famigliari o lavorative, le strade d’Italia ai tempi del coronavirus non sono del tutto deserte come il governo auspicava. C’è ancora chi, giocando tra le righe del decreto, approfitta dell’ora d’aria per fare jogging, andare a fare la spesa e chi, più temerario, passeggia tra le strade della città in compagnia del proprio cane.

A causa dell’elevato numero di segnalazioni, nonché di controlli e denunce messe in atto dalle forze dell’ordine, dal governo è arrivata l’indicazione di una nuova e più dura stretta. Dal Viminale la ministra Luciana Lamorgese ha inviato chiare direttive al capo della polizia Franco Gabrielli per non farsi trovare impreparati.

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Dall’11 marzo scorso, giorno dell’entrata in vigore del decreto, sono state controllate un milione e 250mila persone con oltre 35mila denunciati; più di 415mila negozi hanno subito controlli ed oltre 1.300 titolari sono stati denunciati.

La nuova autocertificazione: i rischi

Per arginare le passeggiate incontrollate e ingiustificate è arrivata anche la decisione di cambiare l’autocertificazione da esibire alle forze dell’ordine una volta fermati per i controlli del caso. Il nuovo modulo (clicca qui per scaricarlo) contiene tre punti. Nel primo il dichiarante attesta di “essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio”, nel secondo si certifica di “non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus Covid-19” e nel terzo infine di “essere a conoscenza delle sanzioni previste”.

Tra le sanzioni è prevista la denuncia per violazione dell’articolo 650 del codice penale che prevede l’arresto fino a tre mesi e una sanzione fino a 206 euro, sempre che non scatti la contestazione più grave relativa ai reati contro la salute pubblica.

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Inoltre, chi venisse sorpreso per strada con una dichiarazione non corrisponde alla verità riguardante alla disposizione di quarantena, oltre alla denuncia per reati contro la salute pubblica e procurata epidemia il dichiarante rischierebbe fino a 12 anni di carcere.

Molti altri ancora si sono chiesti se rischiano la sanzione dichiarando di essere negativi pur non avendo fatto il tampone, e così è stato chiarito che l’autocertificazione riguarda esclusivamente chi ha effettuato il test.

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