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Coronavirus, Csc: produzione marzo -16,6%, indietro di 42 anni

Mlp

Roma, 2 apr. (askanews) - La produzione industriale nel primo trimestre 2020 è attesa diminuire del 5,4%, il calo maggiore da undici anni. L'impatto del Covid-19 e delle misure di contenimento del contagio è stato devastante in marzo, quando l'attività è scesa del 16,6% su febbraio, portando l'indice di produzione indietro sui livelli di quarantadue anni fa. Le prospettive sono in forte peggioramento. A stiamrlo è il Centro Studi di Confindustria nella consueta indagine rapida sulla produzione industriale.

L'impatto del Covid-19 si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale "in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e in maniera diffusa". In Italia la caduta dell'attività stimata per marzo (-16,6%), se confermata dall'Istat, rappresenterebbe il più ampio calo mensile da quando sono disponibili le serie storiche di produzione industriale (1960) e porterebbe i livelli su quelli di marzo 1978.

L'arretramento stimato nel primo trimestre 2020 (-5,4% sul quarto 2019) sarebbe il più forte dal primo trimestre del 2009, quando l'attività era scesa dell'11,1% congiunturale, nel pieno della grande crisi finanziaria internazionale indotta dallo scoppio della bolla dei mutui subprime in Usa.

"Le misure di contenimento e contrasto introdotte per limitare la diffusione del Covid-19, hanno determinato - rileva il Csc - un doppio shock negativo: dal lato della domanda, con il rinvio delle decisioni di spesa dei consumatori, la chiusura di numerose attività commerciali nei settori della ristorazione, alloggi, trasporti, attività culturali e di intrattenimento) e l'azzeramento dei flussi turistici; dal lato dell'offerta, con il blocco di numerose attività produttive, sia per decreto sia per consentire la sanificazione dei luoghi di lavoro delle imprese funzionanti".

Questa combinazione di fattori "ha realizzato lo scenario peggiore possibile, facendo avvitare l'economia italiana in una recessione che sarà profonda e la cui durata dipenderà dai tempi di uscita dall'emergenza".

Occorre, secondo il Csc, "evitare ritardi nell'implementazione delle misure di sostegno alle imprese ed ai lavoratori per non aggravare le già drammatiche prospettive".