Italia markets closed

Coronavirus, da Airbnb 250 milioni per gli affittuari colpiti dalle cancellazioni

Chiara Merico
Coronavirus, da Airbnb 250 milioni per gli affittuari colpiti dalle cancellazioni

La società annuncia una nuova policy: rimborsi integrali per chi ha prenotato prima del 14 marzo per viaggi fino al 31 maggio. Gli affittuari saranno rimborsati al 25%

L’epidemia di coronavirus rischia di costare cara a chi possiede appartamenti da affittare per brevi periodi: il settore degli affitti brevi ha infatti risentito notevolmente dello stop agli spostamenti e ai viaggi. Per supportare gli affittuari che hanno subito cancellazioni a causa della pandemia, Airbnb ha annunciato lo stanziamento di 250 milioni di dollari.

NUOVA POLICY

In un post sul blog, la società ha fatto sapere che la nuova policy si applicherà per tutte le prenotazioni effettuate prima del 14 marzo – la data in cui l’Oms ha dichiarato la pandemia - con i check in previsti tra il 14 marzo e il 31 maggio: gli ospiti potranno cancellare e chiedere il rimborso totale, e Airbnb pagherà agli affittuari il 25% di quanto avrebbero dovuto guadagnare con la prenotazione.

PRENOTAZIONI SUCCESSIVE

Per le prenotazioni effettuate dopo il 14 marzo verranno invece applicate le consuete norme sulla cancellazione, mentre per i check in previsti in date successive al 31 maggio, Airbnb ha chiesto a ospiti e affittuari di cancellare oppure riconfermare le loro prenotazioni.

Airbnb e Booking: disdette senza penali se c’è il rischio coronavirus

Airbnb e Booking: disdette senza penali se c’è il rischio coronavirus


PERDITE PER CENTINAIA DI MILIONI

Quel che è certo è che la pandemia avrà gravi conseguenze sul business di Airbnb, che secondo il Wall Street Journal subirà centinaia di milioni di dollari di perdite quest’anno. Uno scenario che costringerà la compagnia a considerare l’ipotesi di un aumento di capitale, o comunque di rivedere i suoi piani per la quotazione in Borsa: secondo il quotidiano sarà improbabile che Airbnb possa ancora essere valutata ai livelli del 2017, quando secondo le stime valeva 31 miliardi di dollari.